I blennidi, meglio conosciuti come bavose, sono pesci bentonici appartenenti alla famiglia Blenniidae, che conta oltre 400 specie sparse il tutto il mondo; circa una ventina abitano anche i nostri mari.
Certamente dal punto di vista alieutico non hanno molto da dire, anzi quasi nulla. Non sono buone da mangiare, sono piccole (non tutte, comunque la dimensione massima delle specie nostrane più grosse non supera i 30 cm) e immancabilmente rovinano le esche e ci fanno dannare nelle nostre pescate perchè si allamano da sole restando lì senza darci il minimo segno fin quando non ci viene in mente di recuperare la nostra lenza. :-)
E allora perchè parlare di loro? Semplicemente perchè siamo Pesca&Pesca e quel "&Pesca" vorrà pur dire qualcosa...certo parliamo di come sforacchiare i pesci coi nostri ami, cerchiamo di mettervi al corrente di qualche itinerario di pesca interessante e di tenervi informati su quanto si muove nel mondo della pesca e sulle faccende ambientali, ma soprattutto cerchiamo di trasmettere il modo in cui viviamo l'acqua e quello che c'è sotto, cioè con grande curiosità.
E allora anche le bavose diventano interessanti, soprattutto se sostituiamo la canna da pesca o il fucile con una macchina fotografica.
Mi sono avvicinato a questo hobby alla fine della scorsa estate, vivendo sul mare da sempre ho girovagato nelle scogliere con maschera e boccaglio per godermi la vita sommersa, ma verso settembre scorso, mentre nuotavo in pochi metri d'acqua, mi sono imbattuto in due bellissime lecce amia: enormi, maestose, nuotavano placidamente un metro sotto di me in assoluta tranquillità.
In quel momento quasiasi pescatore avrebbe desiderato avere un fucile per tirare a uno di quei due bestioni, invece mi sono trovato a pensare che mi sarebbe piaciuto scattargli una fotografia.
Allora ho assecondato questo mio desiderio e pian piano mi sono fatto una piccola attrezzatura per fare qualche scatto in acqua.
Nulla di professionale o costoso, lo stretto necessario: muta, cintura coi pesi, guanti, pinne, ecc...e ovviamente una macchina fotografica in grado di fare foto e video in acqua. Anche qui, visto che si tratta di un hobby e che comunque vado solo in apnea, mi sono limitato ad una compatta Kodak in grado di arrivare a 3 metri di profondità.
Fino ad ora ho avuto occasione di fare qualche foto dignitosa, soprattutto in inverno: polpi, spigole, corvine, saraghi, qualche invertebrato...purtroppo tutti scatti persi con trapasso del mio vecchio portatile :-)
Ho pensato però di parlare delle bavose e di postare qualche mia immagine di questi pesci, perchè se qualcuno leggendo questo post decidesse di cimentarsi come fotografo sommerso, sappia che questi animali sono una vera manna anche per chi come me è un principiante ed è privo di conoscenze tecniche particolari.
Sono pesci tranquilli, curiosi, in molti casi non hanno la minima paura dell'uomo, anzi si avvicinano incuriosite e soprattutto si possono trovare a scarsissima profondità, quindi sono ideali per chi muove i primi passi in questo mondo.
In più hanno anche livree interessanti, non sono certo quelle dei blennidi dei mari tropicali, ma diciamo che si prestano bene all'obiettivo.
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giovedì 19 luglio 2012
Bavose
martedì 17 luglio 2012
Storia dei Diritti Esclusivi di Pesca e qualche riflessione...
Considerate che conoscere benissimo le cose legislative in Italia è impossibile visto e considerato che nella pesca vi sono leggi e leggine che portano alla follia mentale chi non si addentra con cautela e calma, aggiunto che vi sono dei anche piccoli muri di omertà, vedrò di illustrarvi la storia dei DeP.
Metteteci che la Legge italiana è del 1931 e delega le regioni, alcune delle quali come Piemonte, Lombardia e non solo, delegano le provincie e siete a posto.
Faccio notare che uno di noi due è stato consigliere fondatore e della prima legislazione del CAGeP il cui presidente divenne vicepresidente (il presidente è l’ assessore) della consulta regionale del Piemonte una decina di anni fa; voglio dire che qualcosina di mio l’ho vista e vissuta…
Il CAGeP faceva qualcosa come 5000 soci solo nel novarese. Una unione di intenti con altre 2 grosse associazioni del torinese fece lievitare il numero attorno ai 15.000 soci e il signor Renato Pellò divenne vicepresidente della consulta regionale. Giusto per far capire che qualcosa di leggi ittiche P&P ne mastica e non per “blagare”.
Noi la gloria la lasciamo ai nomi noti, ai capi forumisti e ci teniamo il “sapere”………
Vicino all’anno 1000 sono state reperite norme o disposizioni che sancivano la proprietà dei pesci negli allevamenti; le istituzioni “Giustiziane” stabilirono i principi base della libertà di pesca e il diritto della proprietà del pesce pescato; cioè il pesce era di nessuno in acqua ma diventava del pescatore dopo pescato. Logico direi…
Poi arrivarono arroganti principi, duchi, conti, baroni, re e gente di quel tipo che decisero che erano loro in quell’acqua o zona ad essere gli unici che potevano pescare.
Nacquero anche i bracconieri…Le cose andarono più o meno cosi anche in tutto il resto d’Europa. La cosa avvenne gradualmente e le piccole sommosse popolari (tanta gente allora viveva del pescato) non furono manco tante.
E qua il clero si accorse che la pesca poteva essere fonte di potere e fece in modo sempre più frequente di avere lasciti volontari di questi primi DeP. Le donazioni alla chiesa furono moltissime verso il 1300 in tutti i paesi europei. Diciamo che non fu un male dato che essa comunque diffuse una cultura del rispetto del fiume.
Uno dei primi esempi di donazione alla chiesa lo troviamo già nel primo decennio del 700 quando il duce di Benevento elargii i DeP di un fiume e di un lago artificiale alla chiesa di S. Sofia in Ponticello; nel 753 Astolfo il longobardo regalò il 50% delle pescherie mantovane ad una abbazia.
Berengiario donò nel 919 al diacono di Pavia un Dep sul Ticino e poco dopo il 1000 Enrico I concesse al vescovo di Novara i diritti sul Toce e sulle acque ossolane. Ci furono casi di affitto a pescatori già allora professionisti o semi, qualche polemica e dei tentativi di regolamentazione della cosa. Insomma speculazioni e tentativi di limitarle. Nel 1300 circa il comune di Novara aveva in mano (non si sa come) i DeP che aveva il vescovato e li affittò per 9 anni ad un privato.
Spesso e volentieri i DeP venivano frazionati (ad esempio a mio sapere, il Ticino dall’ uscita dal lago Maggiore fino a Cameri (NO) ha 9 DeP anche se 8, al 2011,sono in mano alla FIPSAS in qualche maniera).
A Galliate è del comune e a Trecate idem. Generalmente i comuni danno la gestione alle locali associazioni….generalmente ma non sempre. Il lago di Viverone è per il 90% circa del comune omonimo e fino a qualche decennio fa ero lo stesso comune a gestirlo, poi lo fece gestire da altre figure.
Arriviamo in questo caos al 1877 dove i DeP furono riconosciuti e tutelati dalla legge italiana n° 3706.
Con modifiche sostanziali di questa legge arriviamo al 1936 dove si costrinse i proprietari dei DeP a tutelare il patrimonio ittico pena il decadimento del diritto.
E qua andiamo avanti NOI di P&P!!!!!!
Iniziando solo dalle legislazioni di pesca si deve sapere che la legge italiana è una legge quadro che dà quasi tutte le facoltà alle leggi regionali. In alcune regioni (vedasi Piemonte, Lombardia, etc) le regioni hanno fatto a loro volta delle leggi quadro che danno alle province ampi spazi legislativi (che debbono sempre rientrare però nella legge regionale). Vi sono regioni a statuto autonomo (La Valle d’Aosta, Il Friuli ecc ecc) che fanno gestire la pesca da Enti o cose similari.
http://www.entetutelapesca.it/
http://www.lovevda.it/turismo/proposte/sport/sport_acqua/pesca_i.asp?ricid=673
notare bene che al momento della stesura dello scritto cioè a fine giugno 2012 nel sito pesca della Valeè vi è ancora il calendario ittico 2011….che comunicazione!!!
Moltissime province hanno i loro regolamenti e tesserini e dicasi idem dei gestori dei DeP; in primis le sezioni FIPSAS….ma non solo e direi che in alcune province o zone non è manco la FIPSAS quella che conta di più.
http://www.valsesiapesca.it/
Aggiungiamoci che nelle acque che sono in comunione colla Svizzera la legge da rispettare è quella della convenzione italo-elvetica.
http://www.cispp.org/
Con all’interno una vera e propria perla: l’Agone deve essere sfoltito nel lago Maggiore o Verbano che dir si voglia in quanto ha del DDT, divieto di rilascio dello stesso e ci sono i punti raccolta (pensate che siano aperti tutti i giorni?) ma vi è il periodo di chiusura!!!!!!
Nel periodo di chiusura dell’ Agone ne prendi uno per sbaglio e sei sempre in multa a mia interpretazione.
Vi sono dei giri di denaro per qualche riserva costosa (sempre meno), per ripopolamenti, per attuare leggi inutili anche se appaiono utili agli occhi dei più e mi riferisco a studi e ai piani ittici che fanno in pratica solo guadagnare chi li fa ma fanno spendere un sacco di soldi pubblici.
http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca/PianoIttico.html
Ditemi voi se era necessario spendere migliaia e migliaia di euro per delle cose che i pescatori locali sapevano? Considerando che poi questi piani servirebbero ad interventi concreti…Ma di concreto cosa avete visto Voi nelle acque che frequentate?
Ma in effetti tutte leggi, leggine e leggiotte non contano praticamente nulla davanti alle altre leggi che regolamento enormi movimenti di denaro.
La TAV ad esempio già a metà anni 2000 dette qualche miliardo (presente io alla conferenza sui danni della TAV al Ticino con relatore il direttore del Piemonte dei lavori ) al Parco del Ticino Piemontese e quest’ ultimo li avrebbe utilizzati per allestire mostre all’interno della Villa Picchetta di Cameri (ex residenza di caccia dei Savoia) acquistata anni prima coi soldi di altro rimborso…………
Insomma impiegati e dirigenti in una prestigiosa villa (restaurata logicamente) invece che in un normale ufficio e mostra che non so se si mai stata allestita. E le acque e i pesci? Beh hanno fatto svariati piani di ripopolamento della trota marmorata ma esse sono sempre meno.
Se la specie ha una temperatura ottimale vicino ai 20° come fanno gli avannotti a resistere quando in qualche occasione il Ticino raggiunge i 28°? Lo so io, lo sanno tutti gli addetti ai lavori e non lo sanno loro? Boh!!
Neppure un mese fa nel biellese è successo uno dei non rari casi di svasamenti di diga. Il consorzio Baraggia ha fatto che alzare le paratie di una diga (il limo glaciale aveva già ostruito le bocche di scarico della stessa) e un bel pezzo dell’ancor discreto T. Tessera è diventata una autostrada…parole dettami da un collega dell’ARPA.
Beh che pensate che succeda? Responsabili ZERO! Pagheranno come Consorzio una multa che sarà a dir tanto il 5% di quello che avrebbero speso a fare togliere il limo in termini di legge.
Insomma se nelle leggi di pesca si può salvare un 20% diciamo ( abbondando di molto) di buone intenzioni ci pensano le altre leggi e il DIO denaro ad azzerare anche questa percentuale.
Ps: Dimenticavo..Il fondo del fondo lo toccano piccole associazioni dalla tanta buona volontà. In per se stessa la cosa è ottima..peccato che avendo tessere pagate poi non facciano assemblee e presentino bilanci manco ai soci che lo chiedano; Manco a chi ha svolto per loro le faccende burocratiche (non io).
I soci si stufano del solito presidente/padrone, della sua fidanzata e del suo amico, restano letteralmente in 4 gatti e la buona idea va a farsi friggere.
In foto: Toce-Dora Riparia-Po a Casale Monferrato-Ghiffa (Lago Maggiore cioè quasi tutto DeP della Famiglia Borromeo)
Metteteci che la Legge italiana è del 1931 e delega le regioni, alcune delle quali come Piemonte, Lombardia e non solo, delegano le provincie e siete a posto.
Faccio notare che uno di noi due è stato consigliere fondatore e della prima legislazione del CAGeP il cui presidente divenne vicepresidente (il presidente è l’ assessore) della consulta regionale del Piemonte una decina di anni fa; voglio dire che qualcosina di mio l’ho vista e vissuta…
Il CAGeP faceva qualcosa come 5000 soci solo nel novarese. Una unione di intenti con altre 2 grosse associazioni del torinese fece lievitare il numero attorno ai 15.000 soci e il signor Renato Pellò divenne vicepresidente della consulta regionale. Giusto per far capire che qualcosa di leggi ittiche P&P ne mastica e non per “blagare”.
Noi la gloria la lasciamo ai nomi noti, ai capi forumisti e ci teniamo il “sapere”………
Vicino all’anno 1000 sono state reperite norme o disposizioni che sancivano la proprietà dei pesci negli allevamenti; le istituzioni “Giustiziane” stabilirono i principi base della libertà di pesca e il diritto della proprietà del pesce pescato; cioè il pesce era di nessuno in acqua ma diventava del pescatore dopo pescato. Logico direi…
Poi arrivarono arroganti principi, duchi, conti, baroni, re e gente di quel tipo che decisero che erano loro in quell’acqua o zona ad essere gli unici che potevano pescare.
Nacquero anche i bracconieri…Le cose andarono più o meno cosi anche in tutto il resto d’Europa. La cosa avvenne gradualmente e le piccole sommosse popolari (tanta gente allora viveva del pescato) non furono manco tante.
E qua il clero si accorse che la pesca poteva essere fonte di potere e fece in modo sempre più frequente di avere lasciti volontari di questi primi DeP. Le donazioni alla chiesa furono moltissime verso il 1300 in tutti i paesi europei. Diciamo che non fu un male dato che essa comunque diffuse una cultura del rispetto del fiume.
Uno dei primi esempi di donazione alla chiesa lo troviamo già nel primo decennio del 700 quando il duce di Benevento elargii i DeP di un fiume e di un lago artificiale alla chiesa di S. Sofia in Ponticello; nel 753 Astolfo il longobardo regalò il 50% delle pescherie mantovane ad una abbazia.
Berengiario donò nel 919 al diacono di Pavia un Dep sul Ticino e poco dopo il 1000 Enrico I concesse al vescovo di Novara i diritti sul Toce e sulle acque ossolane. Ci furono casi di affitto a pescatori già allora professionisti o semi, qualche polemica e dei tentativi di regolamentazione della cosa. Insomma speculazioni e tentativi di limitarle. Nel 1300 circa il comune di Novara aveva in mano (non si sa come) i DeP che aveva il vescovato e li affittò per 9 anni ad un privato.
Spesso e volentieri i DeP venivano frazionati (ad esempio a mio sapere, il Ticino dall’ uscita dal lago Maggiore fino a Cameri (NO) ha 9 DeP anche se 8, al 2011,sono in mano alla FIPSAS in qualche maniera).
A Galliate è del comune e a Trecate idem. Generalmente i comuni danno la gestione alle locali associazioni….generalmente ma non sempre. Il lago di Viverone è per il 90% circa del comune omonimo e fino a qualche decennio fa ero lo stesso comune a gestirlo, poi lo fece gestire da altre figure.
Arriviamo in questo caos al 1877 dove i DeP furono riconosciuti e tutelati dalla legge italiana n° 3706.
Con modifiche sostanziali di questa legge arriviamo al 1936 dove si costrinse i proprietari dei DeP a tutelare il patrimonio ittico pena il decadimento del diritto.
E qua andiamo avanti NOI di P&P!!!!!!
Iniziando solo dalle legislazioni di pesca si deve sapere che la legge italiana è una legge quadro che dà quasi tutte le facoltà alle leggi regionali. In alcune regioni (vedasi Piemonte, Lombardia, etc) le regioni hanno fatto a loro volta delle leggi quadro che danno alle province ampi spazi legislativi (che debbono sempre rientrare però nella legge regionale). Vi sono regioni a statuto autonomo (La Valle d’Aosta, Il Friuli ecc ecc) che fanno gestire la pesca da Enti o cose similari.
http://www.entetutelapesca.it/
http://www.lovevda.it/turismo/proposte/sport/sport_acqua/pesca_i.asp?ricid=673
notare bene che al momento della stesura dello scritto cioè a fine giugno 2012 nel sito pesca della Valeè vi è ancora il calendario ittico 2011….che comunicazione!!!
Moltissime province hanno i loro regolamenti e tesserini e dicasi idem dei gestori dei DeP; in primis le sezioni FIPSAS….ma non solo e direi che in alcune province o zone non è manco la FIPSAS quella che conta di più.
http://www.valsesiapesca.it/
Aggiungiamoci che nelle acque che sono in comunione colla Svizzera la legge da rispettare è quella della convenzione italo-elvetica.
http://www.cispp.org/
Con all’interno una vera e propria perla: l’Agone deve essere sfoltito nel lago Maggiore o Verbano che dir si voglia in quanto ha del DDT, divieto di rilascio dello stesso e ci sono i punti raccolta (pensate che siano aperti tutti i giorni?) ma vi è il periodo di chiusura!!!!!!
Nel periodo di chiusura dell’ Agone ne prendi uno per sbaglio e sei sempre in multa a mia interpretazione.
Vi sono dei giri di denaro per qualche riserva costosa (sempre meno), per ripopolamenti, per attuare leggi inutili anche se appaiono utili agli occhi dei più e mi riferisco a studi e ai piani ittici che fanno in pratica solo guadagnare chi li fa ma fanno spendere un sacco di soldi pubblici.
http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca/PianoIttico.html
Ditemi voi se era necessario spendere migliaia e migliaia di euro per delle cose che i pescatori locali sapevano? Considerando che poi questi piani servirebbero ad interventi concreti…Ma di concreto cosa avete visto Voi nelle acque che frequentate?
Ma in effetti tutte leggi, leggine e leggiotte non contano praticamente nulla davanti alle altre leggi che regolamento enormi movimenti di denaro.
La TAV ad esempio già a metà anni 2000 dette qualche miliardo (presente io alla conferenza sui danni della TAV al Ticino con relatore il direttore del Piemonte dei lavori ) al Parco del Ticino Piemontese e quest’ ultimo li avrebbe utilizzati per allestire mostre all’interno della Villa Picchetta di Cameri (ex residenza di caccia dei Savoia) acquistata anni prima coi soldi di altro rimborso…………
Insomma impiegati e dirigenti in una prestigiosa villa (restaurata logicamente) invece che in un normale ufficio e mostra che non so se si mai stata allestita. E le acque e i pesci? Beh hanno fatto svariati piani di ripopolamento della trota marmorata ma esse sono sempre meno.
Se la specie ha una temperatura ottimale vicino ai 20° come fanno gli avannotti a resistere quando in qualche occasione il Ticino raggiunge i 28°? Lo so io, lo sanno tutti gli addetti ai lavori e non lo sanno loro? Boh!!
Neppure un mese fa nel biellese è successo uno dei non rari casi di svasamenti di diga. Il consorzio Baraggia ha fatto che alzare le paratie di una diga (il limo glaciale aveva già ostruito le bocche di scarico della stessa) e un bel pezzo dell’ancor discreto T. Tessera è diventata una autostrada…parole dettami da un collega dell’ARPA.
Beh che pensate che succeda? Responsabili ZERO! Pagheranno come Consorzio una multa che sarà a dir tanto il 5% di quello che avrebbero speso a fare togliere il limo in termini di legge.
Insomma se nelle leggi di pesca si può salvare un 20% diciamo ( abbondando di molto) di buone intenzioni ci pensano le altre leggi e il DIO denaro ad azzerare anche questa percentuale.
Ps: Dimenticavo..Il fondo del fondo lo toccano piccole associazioni dalla tanta buona volontà. In per se stessa la cosa è ottima..peccato che avendo tessere pagate poi non facciano assemblee e presentino bilanci manco ai soci che lo chiedano; Manco a chi ha svolto per loro le faccende burocratiche (non io).
I soci si stufano del solito presidente/padrone, della sua fidanzata e del suo amico, restano letteralmente in 4 gatti e la buona idea va a farsi friggere.
In foto: Toce-Dora Riparia-Po a Casale Monferrato-Ghiffa (Lago Maggiore cioè quasi tutto DeP della Famiglia Borromeo)
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storia dei DeP
lunedì 16 luglio 2012
Esche naturali alternative
IL PORTASASSI
La larva di Friganea è conosciuta con il nome di porta sassi in quanto si costruisce per ripararsi un guscio di sassolini dal quale spuntano le robuste zampette che lo tengono ancorato ai sassi del fondo fino alla muta.
In certi luoghi, specialmente in acque ancora non depauperate, queste larve sono molto numerose e diventando cibo principale dei salmonidi ed il loro utilizzo come esca può rivelarsi risolutivo.
A seconda degli ambienti e delle stagioni è possibile procurarsi portasassi detti anche bujet lunghi quasi 3 centimetri di lunghezza ma generalmente sono di taglia più piccola.
Per mantenerli vitali devono essere innescati, compresi di guscio oppure delicatamente sgusciati, appuntandoli in prossimità della coda sù ami massimo del N 16 a filo fine. Il TOP è innescare il guscio.
Se si desidera ottenere un innesco più voluminoso e/o nascondere completamente l'amo più grosso di quello indicato prima si possono preventivamente infilare uno o due gusci vuoti o pieni sul gambo.
Il portasassi si rivela insuperabile nei confronti delle trote selvatiche, sopratutto quando vanno insidiate con lenze sottili in presenza di acque cristalline come dovrebbero essere quasi tutte le acque montane in periodi normali. Per contro non è una esca selettiva della taglia e si deteriora rapidamente per cui è bene averne un po’ di scorta mantenute in succhiellino di plastica come quello per i porta vermi.
E’ presente anche in pianura nella versione porta legni nelle fontane dall’ acqua incontaminata. Lo si indica sempre per esca per le trote ma và benissimo, ed è seconda solo dietro al bigattino, anche per tutti i cipridinidi.
Diventa IL DOCG per acque salmonicole con presenza di vaironi, cavedani e barbi. Ricordiamo che usando tale esca con ami del N 18 è possibile slamare trote fuori misura tagliando il filo e lasciando ottime possibilità al piccolo salmonide di salvarsi; invece certe leggi indicano ami GROSSI con apertura di minimo un 1 cm come se una trota da 20 cm non ingoiasse un amo del N 4.
VIDEO PORTASASSI
VIDEO PORTASASSI
LA SANGUISUGA
La sanguisuga è un verme anellide (vermi segmentati) appartenente all’ordine degli ei, che vive nelle acque dolci stagnanti o con lievi correnti, come fontanili e fonti montane, normalmente vive attaccata sotto le pietre.
Un tipico rappresentante è Hirudo medicinalis, la comune sanguisuga dei nostri climi, conosciuta anche con il nome di mignatta. La metameria non è così evidente, almeno dall'esterno, tuttavia il corpo delle sanguisughe è composto normalmente da 34 segmenti.
A sua volta, ogni metamero è suddiviso, ma solo esternamente, in tre-cinque anelliIl corpo delle sanguisughe è provvisto alle estremità di due ventose, nella parte posteriore si trova una ventosa che serve per ancorarsi alle pietre e per spostarsi, nella parte anteriore si trova la bocca che è provvista di un'altra ventosa con la quale si attaccano al corpo di un vertebrato, in genere un mammifero, e servendosi di "mascelle" chitinose e finemente dentellate, incidono la cute della vittima per nutrirsi del suo sangue. Per fare questo senza difficoltà, le sanguisughe iniettano nella ferita un potente anticoagulante (irudinina), secreto dalle ghiandole salivari che impedisce al sangue della vittima di coagularsi.
Resistono a lunghi periodi di digiuno (fino a un anno).
Gli Irudinei sono ectoparassiti ematofagi di animali a sangue caldo. Adoperato fin dai tempi antichi per estrarre il sangue dai capillari, il cosiddetto "salasso".
Può essere usata sia le trote sia per i ciprinidi e seleziona la taglia per questi ultimi.
L’amo brunito di medie dimensioni và appuntato sottopelle vicino alla testa senza lederla ed è micidiale a passata.
Non lasciatevi intimidire dalla leggenda; Ben stretta fra le vostre dita, magari fatte passare nella sabbia asciutta con effetto antiscivolo (fatelo anche coi vermi), si guarderà bene dal succhiarvi il sangue.
LA LARVA DI TIPULA MAXIMA
Chiamata dai pescatori "gatoss" è molto voluminosa ed assomiglia vagamente ad un corto e grasso lombrico di 5-6 centimetri con colore bruno e traslucido dovuto alla pelle sottile.
Al suo interne contiene del liquido che non bisogna far uscire e che quindi usando tale larva come esca deve essere appuntata lievemente nel capo e magari, se si riesce, nelle strette “eccedenze” dello stesso con un amo …diciamo del N 12 o attorno.
E’ adatta a tutti i pesci ciprinicoli di discreti dimensioni ma anche ai salmonidi e “compagnia briscola”.
Il gatoss è reperibile ai bordi dei piccoli ruscelli o nei minuscolissimi rigagnoli di acqua non inquinata chimicamente e si trova specialmente tra le foglie marce o ancora meglio nelle risorgive dove l’acqua ha la stessa temperatura tutto l’anno e quindi possiamo trovarlo in qualsiasi stagione.
Attenti lettori ad altre informazioni un po’ erronee che vi danno altri link...
La larva di Friganea è conosciuta con il nome di porta sassi in quanto si costruisce per ripararsi un guscio di sassolini dal quale spuntano le robuste zampette che lo tengono ancorato ai sassi del fondo fino alla muta.
In certi luoghi, specialmente in acque ancora non depauperate, queste larve sono molto numerose e diventando cibo principale dei salmonidi ed il loro utilizzo come esca può rivelarsi risolutivo.
A seconda degli ambienti e delle stagioni è possibile procurarsi portasassi detti anche bujet lunghi quasi 3 centimetri di lunghezza ma generalmente sono di taglia più piccola.
Per mantenerli vitali devono essere innescati, compresi di guscio oppure delicatamente sgusciati, appuntandoli in prossimità della coda sù ami massimo del N 16 a filo fine. Il TOP è innescare il guscio.
Se si desidera ottenere un innesco più voluminoso e/o nascondere completamente l'amo più grosso di quello indicato prima si possono preventivamente infilare uno o due gusci vuoti o pieni sul gambo.
Il portasassi si rivela insuperabile nei confronti delle trote selvatiche, sopratutto quando vanno insidiate con lenze sottili in presenza di acque cristalline come dovrebbero essere quasi tutte le acque montane in periodi normali. Per contro non è una esca selettiva della taglia e si deteriora rapidamente per cui è bene averne un po’ di scorta mantenute in succhiellino di plastica come quello per i porta vermi.
E’ presente anche in pianura nella versione porta legni nelle fontane dall’ acqua incontaminata. Lo si indica sempre per esca per le trote ma và benissimo, ed è seconda solo dietro al bigattino, anche per tutti i cipridinidi.
Diventa IL DOCG per acque salmonicole con presenza di vaironi, cavedani e barbi. Ricordiamo che usando tale esca con ami del N 18 è possibile slamare trote fuori misura tagliando il filo e lasciando ottime possibilità al piccolo salmonide di salvarsi; invece certe leggi indicano ami GROSSI con apertura di minimo un 1 cm come se una trota da 20 cm non ingoiasse un amo del N 4.
VIDEO PORTASASSI
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LA SANGUISUGA
La sanguisuga è un verme anellide (vermi segmentati) appartenente all’ordine degli ei, che vive nelle acque dolci stagnanti o con lievi correnti, come fontanili e fonti montane, normalmente vive attaccata sotto le pietre.
Un tipico rappresentante è Hirudo medicinalis, la comune sanguisuga dei nostri climi, conosciuta anche con il nome di mignatta. La metameria non è così evidente, almeno dall'esterno, tuttavia il corpo delle sanguisughe è composto normalmente da 34 segmenti.
A sua volta, ogni metamero è suddiviso, ma solo esternamente, in tre-cinque anelliIl corpo delle sanguisughe è provvisto alle estremità di due ventose, nella parte posteriore si trova una ventosa che serve per ancorarsi alle pietre e per spostarsi, nella parte anteriore si trova la bocca che è provvista di un'altra ventosa con la quale si attaccano al corpo di un vertebrato, in genere un mammifero, e servendosi di "mascelle" chitinose e finemente dentellate, incidono la cute della vittima per nutrirsi del suo sangue. Per fare questo senza difficoltà, le sanguisughe iniettano nella ferita un potente anticoagulante (irudinina), secreto dalle ghiandole salivari che impedisce al sangue della vittima di coagularsi.
Resistono a lunghi periodi di digiuno (fino a un anno).
Gli Irudinei sono ectoparassiti ematofagi di animali a sangue caldo. Adoperato fin dai tempi antichi per estrarre il sangue dai capillari, il cosiddetto "salasso".
Può essere usata sia le trote sia per i ciprinidi e seleziona la taglia per questi ultimi.
L’amo brunito di medie dimensioni và appuntato sottopelle vicino alla testa senza lederla ed è micidiale a passata.
Non lasciatevi intimidire dalla leggenda; Ben stretta fra le vostre dita, magari fatte passare nella sabbia asciutta con effetto antiscivolo (fatelo anche coi vermi), si guarderà bene dal succhiarvi il sangue.
LA LARVA DI TIPULA MAXIMA
Chiamata dai pescatori "gatoss" è molto voluminosa ed assomiglia vagamente ad un corto e grasso lombrico di 5-6 centimetri con colore bruno e traslucido dovuto alla pelle sottile.
Al suo interne contiene del liquido che non bisogna far uscire e che quindi usando tale larva come esca deve essere appuntata lievemente nel capo e magari, se si riesce, nelle strette “eccedenze” dello stesso con un amo …diciamo del N 12 o attorno.
E’ adatta a tutti i pesci ciprinicoli di discreti dimensioni ma anche ai salmonidi e “compagnia briscola”.
Il gatoss è reperibile ai bordi dei piccoli ruscelli o nei minuscolissimi rigagnoli di acqua non inquinata chimicamente e si trova specialmente tra le foglie marce o ancora meglio nelle risorgive dove l’acqua ha la stessa temperatura tutto l’anno e quindi possiamo trovarlo in qualsiasi stagione.
Attenti lettori ad altre informazioni un po’ erronee che vi danno altri link...
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sabato 14 luglio 2012
Lago Alice in Valchiusella
La Valchiusella è una valle lunga 25-26 Km, logicamente attraversata dall’omonimo Torrente Chiusella avente una superficie di 143 km² circa.
Più precisamente è collocata nella zona del canavese che fa capo ad Ivrea (TO) i cui abitanti sono detti “epoderiesi”.
Il torrente nasce dal monte Marzo (non aprile e manco febbraio..) per confluire nel fiume Dora Baltea nei pressi di Strambino, dopo un percorso di più di 40 km.
Logicamente è a vocazione trotaiola ma dei salmonidi ne parleremo in seguito in altro articolo.
La bassa valle, cioè quella collinare, è formata da terreni coperti da fitti boschi sui quali si trovano numerosi paesi molti dei quali sono comuni autonomi ed altri frazioni.
Uno di questi è il comune di Alice Superiore in cui vi è il lago naturale dall’omonimo nome a quasi 600 m/slm.
Ad est dello specchio d'acqua principale si trova un lago più piccolo chiamato, appunto, Lago Piccolo.
Il Lago Piccolo, lungo poco più di 100 metri e largo circa 80, è caratterizzato da basse rive paludose e da un ampio canneto. L’ invaso principale è molto più grosso e lo vedrete nelle foto e filmati.
Nel 2009 i 2 bacini sono stati riconosciuti sito di interesse comunitario (codice: IT1110034) come biotopi e quindi nulla vi può essere toccato. Le piante da abbattere sulle rive in inverno sono segnate e nel lago non può essere immesso nessun pesce (al di fuori delle trote iridee che sappiamo sterili). Nel lago sono presenti carpe nate nello stesso, un po’ di tinche, parecchi persici reali, persici sole , scardole e un discreto quantitativo di trote iridee e tanti pesci gatto.
Non vi sono lucci e Black Bass. Fino a pochi anni fa era gestito da un club che lo teneva come “cosa di prestigio”*** ed attualmente vi sono Bruno e Raffaella che devono attenersi alla volontà del possessore del Diritto Esclusivo di Pesca che deve attenersi alle direttive della comunità europea sui biotopi. Quello che vuol dire lo potete intuire da soli….. PESCI RUSPANTI e naturali dall’ incredibile forza!!!!
In una calura infernale coll’erba già un po’ bruciata dal sole Noi di P&P siamo stati in barca un paio di ore pescando vicino ai canneti in zona ombreggiata.
Qualche trota l’ abbiamo vista saltare al largo ma anche lanciando sull’abboccata non le abbiamo prese. Pescando a spinning e col verme abboccavano solo i persici sole e qualche scardola. In estate i piccoli arrivano sempre prima.
Verso sera Walter ha preso un Persico reale a spinning col solito Martin e dopo ho pescato io (Walter filmava e fotografava) vicino al ristorante col pane a galla e nel giro di poco più di una ora ho preso 5-6 carpe stimate dai 2.5 ai 4 Kg di cui 2 mi hanno letteralmente spaccato lo 0.22, una si è intanata (non riuscivo a tenerla e volevo giocarla coll’ antiritorno….) in un buco sotto la torba; ho dovuto mettere su un leggero trecciato per forzarle letteralmente dalla potenza che avevano.
Il record ci dice Raffaella (che è li da circa 15 anni, con diverse mansioni) è di 15 Kg circa con altre catture, ma non molte, oltre i 10 kg. Fino ai 10 Kg le catture sono abbastanza frequenti.
Ma non sono pesci di allevamento messi nei comuni carpodromi ed ingrassati come se fossero maiali, ma roba nata nel lago con tutti gli annessi e connessi.
La pesca è gestita da un circolo facente capo a Bruno che prevede una adesione annuale di 30 euro nel 2012; pesce pagato a peso, pesci gatto gratis. Pesca No kill 15 euro il giornaliero.
Barche a remi in loco a 5 euro l’ora ma tariffe speciali per pescatori.
Insomma chi volesse portare la morosa in gita sul lago paga 5 euro l’ora, per i pescatori un forfeit da stabilire.
Nel prossimo inverno ricaveranno qualche piazzola sulla sponda vicino alla statale e le piante, abbiamo visto noi, sono già state segnate dagli organi competenti.
Lungo la sponda alberata vi è un sentiero: esso è parallelo alla statale. Dove finisce il guardrail vi è in cancello d’ ingresso.
Il ristorante è gestito dalla stessa Raffaella e offre cucina casalinga con alcune sciccherie come quelle che ci hanno offerto come sarde messe nel bagnetto fatto dalla “ragazza” colle sue mani.
Locale interno piccolo, terrazza coperta con tavoli, tavoli all’ aperto. Prato (attenti che vicino ai canneti a sinistra del ristorante è torba cioè terreno molle con sotto acqua..).
Possibilità di prendere il sole e sentiero per passeggiate. Un luogo incantevole per famiglie che vogliano passare una domenica tranquilla pescando o non pescando.
Se si vuole pescare e mangiare la possibilità c’è. Solo che per pescare bisogna associarsi. Se si vuole solo mangiare…mangiate solo…chi se ne frega della pesca davanti a piatti tipici ed ad una birra Menabrea spillata? (Birra prodotta a Biella e vincitrice di numerosi concorsi a livello mondiale). Vi danno pure il gelato……
Il tutto recintato!!!
***Cosa di prestigio vuol dire che pagavano circa 1500 euro annuali fino a pochi anni fa ed era usato dai soci per esibire la loro posizione sociale verso gli altri e magari per invitare altri benestanti di altre zone a pescate e mangiate extra affari. Il cancello era sempre chiuso e lo aprivano solo a soci ed invitati.
Più precisamente è collocata nella zona del canavese che fa capo ad Ivrea (TO) i cui abitanti sono detti “epoderiesi”.
Il torrente nasce dal monte Marzo (non aprile e manco febbraio..) per confluire nel fiume Dora Baltea nei pressi di Strambino, dopo un percorso di più di 40 km.
Logicamente è a vocazione trotaiola ma dei salmonidi ne parleremo in seguito in altro articolo.
La bassa valle, cioè quella collinare, è formata da terreni coperti da fitti boschi sui quali si trovano numerosi paesi molti dei quali sono comuni autonomi ed altri frazioni.
Uno di questi è il comune di Alice Superiore in cui vi è il lago naturale dall’omonimo nome a quasi 600 m/slm.
Ad est dello specchio d'acqua principale si trova un lago più piccolo chiamato, appunto, Lago Piccolo.
Il Lago Piccolo, lungo poco più di 100 metri e largo circa 80, è caratterizzato da basse rive paludose e da un ampio canneto. L’ invaso principale è molto più grosso e lo vedrete nelle foto e filmati.
Nel 2009 i 2 bacini sono stati riconosciuti sito di interesse comunitario (codice: IT1110034) come biotopi e quindi nulla vi può essere toccato. Le piante da abbattere sulle rive in inverno sono segnate e nel lago non può essere immesso nessun pesce (al di fuori delle trote iridee che sappiamo sterili). Nel lago sono presenti carpe nate nello stesso, un po’ di tinche, parecchi persici reali, persici sole , scardole e un discreto quantitativo di trote iridee e tanti pesci gatto.
Non vi sono lucci e Black Bass. Fino a pochi anni fa era gestito da un club che lo teneva come “cosa di prestigio”*** ed attualmente vi sono Bruno e Raffaella che devono attenersi alla volontà del possessore del Diritto Esclusivo di Pesca che deve attenersi alle direttive della comunità europea sui biotopi. Quello che vuol dire lo potete intuire da soli….. PESCI RUSPANTI e naturali dall’ incredibile forza!!!!
In una calura infernale coll’erba già un po’ bruciata dal sole Noi di P&P siamo stati in barca un paio di ore pescando vicino ai canneti in zona ombreggiata.
Qualche trota l’ abbiamo vista saltare al largo ma anche lanciando sull’abboccata non le abbiamo prese. Pescando a spinning e col verme abboccavano solo i persici sole e qualche scardola. In estate i piccoli arrivano sempre prima.
Verso sera Walter ha preso un Persico reale a spinning col solito Martin e dopo ho pescato io (Walter filmava e fotografava) vicino al ristorante col pane a galla e nel giro di poco più di una ora ho preso 5-6 carpe stimate dai 2.5 ai 4 Kg di cui 2 mi hanno letteralmente spaccato lo 0.22, una si è intanata (non riuscivo a tenerla e volevo giocarla coll’ antiritorno….) in un buco sotto la torba; ho dovuto mettere su un leggero trecciato per forzarle letteralmente dalla potenza che avevano.
Il record ci dice Raffaella (che è li da circa 15 anni, con diverse mansioni) è di 15 Kg circa con altre catture, ma non molte, oltre i 10 kg. Fino ai 10 Kg le catture sono abbastanza frequenti.
Ma non sono pesci di allevamento messi nei comuni carpodromi ed ingrassati come se fossero maiali, ma roba nata nel lago con tutti gli annessi e connessi.
La pesca è gestita da un circolo facente capo a Bruno che prevede una adesione annuale di 30 euro nel 2012; pesce pagato a peso, pesci gatto gratis. Pesca No kill 15 euro il giornaliero.
Barche a remi in loco a 5 euro l’ora ma tariffe speciali per pescatori.
Insomma chi volesse portare la morosa in gita sul lago paga 5 euro l’ora, per i pescatori un forfeit da stabilire.
Nel prossimo inverno ricaveranno qualche piazzola sulla sponda vicino alla statale e le piante, abbiamo visto noi, sono già state segnate dagli organi competenti.
Lungo la sponda alberata vi è un sentiero: esso è parallelo alla statale. Dove finisce il guardrail vi è in cancello d’ ingresso.
Il ristorante è gestito dalla stessa Raffaella e offre cucina casalinga con alcune sciccherie come quelle che ci hanno offerto come sarde messe nel bagnetto fatto dalla “ragazza” colle sue mani.
Locale interno piccolo, terrazza coperta con tavoli, tavoli all’ aperto. Prato (attenti che vicino ai canneti a sinistra del ristorante è torba cioè terreno molle con sotto acqua..).
Possibilità di prendere il sole e sentiero per passeggiate. Un luogo incantevole per famiglie che vogliano passare una domenica tranquilla pescando o non pescando.
Se si vuole pescare e mangiare la possibilità c’è. Solo che per pescare bisogna associarsi. Se si vuole solo mangiare…mangiate solo…chi se ne frega della pesca davanti a piatti tipici ed ad una birra Menabrea spillata? (Birra prodotta a Biella e vincitrice di numerosi concorsi a livello mondiale). Vi danno pure il gelato……
Il tutto recintato!!!
***Cosa di prestigio vuol dire che pagavano circa 1500 euro annuali fino a pochi anni fa ed era usato dai soci per esibire la loro posizione sociale verso gli altri e magari per invitare altri benestanti di altre zone a pescate e mangiate extra affari. Il cancello era sempre chiuso e lo aprivano solo a soci ed invitati.
venerdì 13 luglio 2012
Lago di Bled
Come arrivare: Da Gorizia prendere la strada per Lubiana e proseguire con l’autostrada verso L’ Austria fino alla deviazione per il lago.
Caratteristiche: Il lago è lungo circa 2.120 metri e una larghezza nel punto più ampio di 1.380 metri. Massima profondità a 30 metri.
Il lago è circondato da montagne e foreste. In mezzo una piccola isola molto pittoresca. E’ molto adatto anche ad un soggiorno romantico.
Pesci: Luccio, trota, siluro, carpe, persici reali
Pesca: Informarsi presso i pescatori locali dei regolamenti vari (www.ribiska-druzina-bled.si/ita/).
Si consiglia l’ uso della barca specie per lo spinning. Canne da cm 240 con mulinello adeguato alla specie che si vuole insidiare.
Per il luccio un trecciato dello 016 con cavetto d’acciaio finale e minnows affondanti o Crack Bait sarà l’ideale anche per attirare qualche siluro.
Per trote e persici possiamo ridimensionare l’attrezzatura. Possiamo anche agire da riva in una pesca statica a fondo con mais o vermi.
Negozio di Pesca: Vicino al Casino’ il negozio di pesca
Fauna Fly Fishing Bled
C. Svobode 12
4260 Bled – Slovenija
E-mail:fauna@faunabled.com
Si può noleggiare una barca
Vedi anche: www.bled.si/it/default.asp?id=1231
Dove mangiare: Vi è solo da scegliere!
Dove dormire: La scelta è ampia
Informazioni turistiche:
BLED
SOCIETA' TURISTICA
C.svobode 15, 4260 Bled
Tel. 04 574 11 22, fax 04 574 15 55
Video:
www.youtube.com/watch?v=Wp8XF5eR4_E www.youtube.com/watch?v=XAoWwXRWSI0&feature=related
Caratteristiche: Il lago è lungo circa 2.120 metri e una larghezza nel punto più ampio di 1.380 metri. Massima profondità a 30 metri.
Il lago è circondato da montagne e foreste. In mezzo una piccola isola molto pittoresca. E’ molto adatto anche ad un soggiorno romantico.
Pesci: Luccio, trota, siluro, carpe, persici reali
Pesca: Informarsi presso i pescatori locali dei regolamenti vari (www.ribiska-druzina-bled.si/ita/).
Si consiglia l’ uso della barca specie per lo spinning. Canne da cm 240 con mulinello adeguato alla specie che si vuole insidiare.
Per il luccio un trecciato dello 016 con cavetto d’acciaio finale e minnows affondanti o Crack Bait sarà l’ideale anche per attirare qualche siluro.
Per trote e persici possiamo ridimensionare l’attrezzatura. Possiamo anche agire da riva in una pesca statica a fondo con mais o vermi.
Negozio di Pesca: Vicino al Casino’ il negozio di pesca
Fauna Fly Fishing Bled
C. Svobode 12
4260 Bled – Slovenija
E-mail:fauna@faunabled.com
Si può noleggiare una barca
Vedi anche: www.bled.si/it/default.asp?id=1231
Dove mangiare: Vi è solo da scegliere!
Dove dormire: La scelta è ampia
Informazioni turistiche:
BLED
SOCIETA' TURISTICA
C.svobode 15, 4260 Bled
Tel. 04 574 11 22, fax 04 574 15 55
Video:
www.youtube.com/watch?v=Wp8XF5eR4_E www.youtube.com/watch?v=XAoWwXRWSI0&feature=related
mercoledì 11 luglio 2012
P&P in giro per Austria, Slovenia e Croazia
Foto e filmati fatti sulla Sava e sulla Sava a Zagabria, Sulla Soca a Tolmino, sulla risorgiva austriaca, sul canale della Lubjania.
http://www.youtube.com/watch?v=lwvahxCR78k&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=FQHZ0E_3pUA&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=YpAnCSJai8A&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=BPR8KpuTWbs&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=959cdFDf270&feature=plcp
Canale di Lubiana
Soca
Sava
Risorgiva di Ferlach
Velden
http://www.youtube.com/watch?v=lwvahxCR78k&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=FQHZ0E_3pUA&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=YpAnCSJai8A&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=BPR8KpuTWbs&feature=plcp
http://www.youtube.com/watch?v=959cdFDf270&feature=plcp
Canale di Lubiana
Soca
Sava
Risorgiva di Ferlach
Velden
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martedì 10 luglio 2012
Intervista al Presidente Fipsas Vercelli
Noi di P&P siamo questa volta col presidente della FIPSAS di Vercelli che ho conosciuto prima all’ assemblea FIPSAS Novara/CAGeP e poi ad una semina sul torrente Sessera.
Da quanto tempo è presidente della FIPSAS Vercelli?
Dal 2001
Quali sono le acque più importanti della provincia in gestione?
Fiume Sesia dalla diga di Doccio alla lanca del ponte della Pietà in comune di Quarona; T. Sessera dal confine della provincia di Biella, comune di Crevacuore, alla confluenza col Sesia. Tutte le acque della “bassa” compreso quelle del consorzio irriguo ovest Sesia.
Quanti sono i tesserati 2011 e quante le società affiliate?
1991 Adulti più 211 giovani, 71 subacuei per 54 società affiliate o associate
Questione siluro….come si esprime la FIPSAS VC? So di sicuro che tale pesca è molto effettuata sul Sesia e che alcuni stolti, a nostro parere, li rilasciano.
La pesca è molto pratica in effetti ma legge regionale prevede il NON rilascio e sanziona chi lo fà
Acque da trote?
Sesia e Sessera e qualche fontanile
E’ vero che la curia di VC ha un DeP gestito dalla FIPSAS proprio quasi in città?
La curia non ha mai dato nessuna acqua in gestione alla FIPSAS.
(Perché allora allo scrivente anni fa per telefono un impiegato o dirigente dell’Ufficio Caccia e Pesca di VC disse cosi? Misteri della gestione delle acque…..)
Personalmente mi incuriosisce la roggia Bona; Ci sono siluri e lucci o solo carpe?
Da qualche anno in effetti vengono pescati siluri oltre a carpe, lucci e tinche
Lei che tipo di pesca effettua?
Pesca alla trota a fondo, spinning e mosca
Ringraziamo e alla prossima intervista cari lettori.
Da quanto tempo è presidente della FIPSAS Vercelli?
Dal 2001
Quali sono le acque più importanti della provincia in gestione?
Fiume Sesia dalla diga di Doccio alla lanca del ponte della Pietà in comune di Quarona; T. Sessera dal confine della provincia di Biella, comune di Crevacuore, alla confluenza col Sesia. Tutte le acque della “bassa” compreso quelle del consorzio irriguo ovest Sesia.
Quanti sono i tesserati 2011 e quante le società affiliate?
1991 Adulti più 211 giovani, 71 subacuei per 54 società affiliate o associate
Questione siluro….come si esprime la FIPSAS VC? So di sicuro che tale pesca è molto effettuata sul Sesia e che alcuni stolti, a nostro parere, li rilasciano.
La pesca è molto pratica in effetti ma legge regionale prevede il NON rilascio e sanziona chi lo fà
Acque da trote?
Sesia e Sessera e qualche fontanile
E’ vero che la curia di VC ha un DeP gestito dalla FIPSAS proprio quasi in città?
La curia non ha mai dato nessuna acqua in gestione alla FIPSAS.
(Perché allora allo scrivente anni fa per telefono un impiegato o dirigente dell’Ufficio Caccia e Pesca di VC disse cosi? Misteri della gestione delle acque…..)
Personalmente mi incuriosisce la roggia Bona; Ci sono siluri e lucci o solo carpe?
Da qualche anno in effetti vengono pescati siluri oltre a carpe, lucci e tinche
Lei che tipo di pesca effettua?
Pesca alla trota a fondo, spinning e mosca
Ringraziamo e alla prossima intervista cari lettori.
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