Siamo tornati ad intervistare il Dr. Cesare Puzzi per domandargli qual è lo stato dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese.
Siluro, ma non solo quello, poichè il piano di studio e intervento riguarda diverse specie aliene.
Dr. Puzzi: "Sì, infatti il siluro rappresenta la specie più “appariscente” fra le specie aliene, ma come ben sappiamo è in compagnia. Ricordiamo carassio, gardon, pesce gatto tra le più abbondanti, ma anche rodeo amaro, pseudorasbora, abramide, cobite di stagno per citarne altre che abbiamo rilevato nel corso delle indagini."
Quindi entriamo subito nel vivo e cerchiamo di fare il punto della situazione.
Dr. Puzzi: "Il punto della situazione è il seguente: siamo in pieno svolgimento del secondo anno di attività sui tre complessivi, ed è stata consegnata a fine 2010 una relazione di avanzamento lavori al Parco del Ticino e alla Provincia di Varese. Il primo anno è stato caratterizzato dalla effettuazione di campagne di controllo delle specie aliene invasive, che hanno portato alla cattura di un buon numero di pesci esotici. In particolare, sul Lago di Comabbio ne sono stati catturati circa 22 quintali, dei quali 16 q di siluro e 6 q di carassio, oltre a qualche decina di Kg di gardon. Sul Ticino sono stati catturati circa 10 quintali di siluro, e qualche esemplare di altre specie esotiche come rodeo, pseudorasbora, carassio, abramide, cobite di stagno. Sul Lago di Varese sono stati rimossi circa 21 quintali di pesci, dei quali 14 q di carassio, 3,4 di siluro, 2,8 di pesce gatto, 0,6di gardon."
Ci eravamo lasciati più di dodici mesi fa alla vigilia dell'avvio dei lavori e lei ci aveva spiegato in modo dettagliato quali sarebbero stati i vari step del progetto.
Il primo di questi era la creazione di un network per la condivisione delle informazioni raccolte nelle aree di progetto; le chiediamo quindi quali risultati ha prodotto lo studio nelle aree interessate e se sono stati creati dei protocolli di gestione per facilitare il contrasto alla diffusione delle specie aliene.
Dr. Puzzi: "La redazione dei protocolli sarà un’attività del terzo anno, quando potranno essere tirate un po’ di conclusioni sulle migliori tecniche di controllo, con ottimizzazione dei risultati in rapporto allo sforzo di cattura.
Il network di controllo sta nascendo, ed è stata pubblicata una prima versione del sito: http://www.progettosiluro.altervista.org che sarà via via arricchito dai dati del progetto."
Le informazioni ecologiche sul siluro e le altre specie esotiche erano carenti per quanto riguarda il Lago di Varese, quindi sarebbe interessante sapere quali dati sono emersi attraverso le varie attività di studio. Le pescate selettive hanno fornito materiale utile?
Dr. Puzzi: "Senz’altro. In primo luogo la densità del siluro nel Lago di Varese non è ancora arrivata ad essere così massiccia come lo è nel Comabbio e nel Ticino. E’ questione di tempo, e dunque per il Lago di Varese pare che l’intervento di controllo possa essere particolarmente utile poiché colpisce la specie nella sua fase di espansione. I dati autoecologici sono stati raccolti e lo saranno anche per tutto il secondo anno. La loro elaborazione ed interpretazione sarà attività del terzo anno, contestuale alla produzione dei protocolli di contenimento."
Altro punto importante erano i ripopolamenti in programma per aiutare le specie autoctone in difficoltà. Ci aveva parlato di semine di lucci, alborelle e lacustri per il Lago di Varese e di marmorate, pighi e storioni cobice per il Ticino. Queste semine continuano? E soprattutto avete potuto registrare dati positivi riguardo alle popolazioni citate?
Dr. Puzzi: "Sì le semine continuano. Nel primo anno di progetto ci sono stati risultati particolarmente buoni per quanto riguarda la produzione di luccetti da ripopolamento, nei due incubatoi ittici del Tinella (Lago di Varese) e di Magenta (La Fagiana, Parco Ticino). Nell’incubatoio del Tinella sono stati prodotti e seminati nel lago circa 270.000 luccetti; nel Ticino e nel Lago di Comabbio sono stati seminati circa 90.000 luccetti prodotti dal Parco del Ticino.
Oltre ai lucci sono stati seminate tinche e storioncini cobice dal Parco Ticino, sempre prodotti nell’incubatoio della Fagiana, e sono state seminate alborelle nel Lago di Varese prodotte al Tinella.
Circa i dati positivi rispetto alle specie citate per ora non ci sono dati quantitativi, anche per la difficoltà oggettiva di avere tali dati in ambienti acquatici così vasti. Ci sono informazioni che arrivano dai pescatori, incoraggianti per lo storione del Ticino e per i lucci del Ticino stesso ma anche dei laghi di Comabbio e di Varese. L’alborella continua invece ad essere in grande crisi e le sue segnalazioni sono davvero poche."
Come ha risposto la comunità dei pescatori al progetto?
Dr. Puzzi: "Non pervenuta. Nel senso che noi non abbiamo avuto riscontri particolari. I pochi pescatori con cui siamo entrati in contatto, in particolare per i laghi di Comabbio e di Varese, erano ben contenti dell’intervento, perché sono molto affezionati ai pesci (magari anche esotici) che hanno pescato negli ultimi decenni, come i boccaloni o i persici sole, le scardole, le tinche, le anguille, il luccio. Ci sono appassionati di pesca al siluro, ma per ora, in questa area, prevalgono decisamente i pescatori contrari al siluro.
La comunità dei pescatori professionali è invece molto contenta del progetto, tanto che ne fanno pienamente parte, anche a tutela della loro attività minacciata da specie esotiche invasive di scarso pregio commerciale."
Sappiamo che parte integrante del lavoro sono proprio attività di sensibilizzazione e divulgazione e che anche i pescatori dilettanti possono prendere parte ai lavori contattando voi, il parco o la provincia.
Dr. Puzzi: "Certamente. Noi, il Parco del Ticino (Servizio Faunistico) e la Provincia di Varese (Ufficio Pesca) siamo a disposizione di chi volesse avere informazioni o partecipare in qualche modo al progetto. La piena divulgazione da parte degli Enti presumibilmente sarà realizzata nel terzo anno, quando ci saranno risultati pressoché definitivi e le idee più chiare su che cosa si possa effettivamente fare."
In cosa consisterà il lavori dei prossimi mesi?
Dr. Puzzi: "Nei prossimi mesi continueranno le pescate selettive, sia con reti che con elettropesca nell’area di progetto: Fiume Ticino, Lago di Comabbio e Lago di Varese. Al contempo si raccoglieranno dati sull’autoecologia delle specie esotiche invasive più importanti al fine della individuazione delle migliori strategie di contenimento. Oltre all’attività di campo c’è quindi un importante lavoro di laboratorio e di elaborazione dei dati raccolti.
Si aggiornerà inoltre il sito del progetto, completando con i dati il database che serve proprio al network di controllo e al coordinamento fra gli enti di gestione.
Nel frattempo si inizia a capire come dovranno essere strutturati i protocolli di controllo, avendo una buona esperienza che consente di valutare attrezzi, periodi, aree, metodi che con più efficacia permettono di intervenire contro le specie invasive."
Dottore, tracci lei un bilancio di questi mesi di lavoro. Avete riscontrato differenze rispetto a quanto pensavate di trovare?
Dr. Puzzi: "Il bilancio sino ad oggi direi che è decisamente positivo. Le attività svolte stanno rispettando il programma di lavoro e si conferma che la presenza e la diffusione di pesci esotici nei nostri ambienti è uno dei più importanti problemi relativi alla perdita di biodiversità. Stiamo raccogliendo moltissime informazioni e contiamo di arrivare in fondo al progetto con le idee chiare su che cosa si possa ragionevolmente fare per contrastare questa minaccia. E’ chiaro, e ne abbiamo piena consapevolezza, che i pesci esotici non sono eradicabili in ambienti acquatici vasti, articolati e complessi come quelli di studio. Si può però fare un contrasto efficace alle specie esotiche, evitando che prendano il completo sopravvento sulle specie native, e sostenendo con le immissioni i pesci autoctoni maggiormente minacciati.
Differenze su quanto pensavamo di trovare ce ne sono. Ad oggi, una sorpresa negativa è la rapida affermazione del gardon anche nei laghi di Comabbio e di Varese, nei quali è comparsa solo di recente, ma dove pare in rapidissima affermazione a discapito dell’autoctona scardola con la quale condivide la base alimentare (lo zooplancton) e con la quale dunque compete. Altra specie che mostra abbondanze superiori a quanto ci aspettassimo è il carassio, poco “visibile” nei laghi, ma molto abbondante nell’evidenza dei risultati delle catture.
Il siluro, specie simbolo del progetto, corrisponde grosso modo alle attese: abbondante nel Comabbio e nel Ticino, presente e in espansione nel Lago di Varese."
Ringraziandola per il tempo concessoci, le auguriamo buon lavoro e restiamo assolutamente disponibili a divulgare in futuro novità riguardo al progetto.
Ricordiamo ai lettori che sul sito è presente l'intervista rilasciataci dal Dr. Puzzi all'avvio del progetto. Potete leggere questa intervista cliccando QUI
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lunedì 22 agosto 2011
Intervista al Dr. Cesare Puzzi sull'avanzamento dei lavori del progetto di contenimento del siluro sul Lago di Varese
giovedì 18 agosto 2011
Vaironi

Ero in Austria e incontro un gruppo di milanesi; vengono a sapere che sono un esperto della zona novarese e “ Dove sono i vaironi?”…Siamo nel regno delle Breme, dei grossi barbi, dei Nasen,degli Huco Huco e di ogni altro ben di Dio e questi mi chiedono dei vaironi…???
Stessa cosa ovunque incontri un milanese, brianzolo,varesotto o giù di li.. . Ed allora adesso nel 2011 (PRRRRRR) glielo dico ma pubblicamente cosi ne potranno approfittare tutti i lettori ed è l’ occasione buona per rendere omaggio a questo piccolo ciprinide ed a tutti i piccoli pesci.
Chi è il vairone?
NOME LATINO: Telestes souffia muticellus della Famiglia dei Cyprinidae ordine Cypriniformes Taglia media 10-15 cm con rare eccezioni fino a 25. Sono presenti nei corsi d'acqua, ma anche zone litorali lacustri, delle regioni settentrionali e centrali fino alla Campania. Si raduna in grandi branchi e predilige acque limpide con fondo ghiaioso, ma è rinvenuto anche in acque stagnanti con fondali fangosi; nelle acque montane è stato ritrovato fino sul Monviso (2113 m s.l.m.). RIPRODUZIONE: ha luogo tra fine Aprile e Luglio in acque a corrente vivace , su fondali ghiaiosi. Le uova sono piccole e numerose. I riproduttori, dopo la deposizione migrano a valle. Le larve schiudono in 10-20 giorni e si portano in acque più calme per nutrirsi di organismi planctonici. L'accrescimento è rapido e la maturità sessuale è raggiunta a tre anni.

Come lo si pesca?
A spinning! Beh è successo anche questo essendo il piccolo ciprinide molto vorace, ma restano episodi più unici che rari nella vita. A mosca senz’ altro delizia e fa da scuola a pescatori non sofisticati ed umili, ma quasi sempre viene pescato con il bigattino, vermettino di letame e comunque con esche animali di piccole dimensioni. Si usano canne fisse generalmente non superiori ai 6 metri per non far stancare il braccio anche visto che una volta individuato il branco è possibile pescargli a ridosso facendo movimenti pacati. Dopo un iniziale spavento infatti tornano subito nei luoghi in cui dimoravano. Galleggianti sferici o a pera rovesciata ben tarati sono l’ideale per vincere le correntine e i piccoli gorghi dei rigiri. Piccola torpille per il 75% circa e piombi del n 7/9 a tarare bene. Ami dal 16 al 20 a seconda della taglia media del luogo. Assieme ai vaironi generalmente possiamo allamare cavedani, gobioni, sanguinerole, barbi e una volta anche lasche. Da cercarsi sul fondo anche se….vedere capitolo sotto. L’abboccata è generalmente decisa specie in corrente. Nei grossi giri d’acqua può però capitare che esso spiombi il galleggiante o fermi semplicemente la sua corsa.
Un paio di vecchi luoghi oramai in declino per la sua cattura che frequentavo erano:
Torrente Cervo in piena città. L’entrata è in Corso Milano vicino al ponte di Chiavazza . Sono indispensabili gli stivali a tutta coscia . A risalire per circa un km è ancora acqua normale e quindi si può usare il bigattino; oltre vermettini di letame. Nel primo tratto sono correntine con grossi sassi e rigiri dietro a questi. Meglio una pesca al tocco come si pescasse trote. E queste vi sono anche se non di taglia; appena oltre la misura minima. Quindi conveniva stare con finali dello 0.12 ed ami del 16/18 invece che quelli del 20/22. I soggetti erano di media taglia con qualche esemplare notevole. Mia figlia ne ha preso un paio di 18 cm. Oltre il ponte lame ampie e buche permettono di usare il galleggiante meglio se a pera rovesciata. Colla nuova regolamentazione biellese si può pescare solo a spinning o mosca. In questi luoghi il ciprinide non era sempre sul fondo specie nelle buche e nei rigiri e quindi prima di abbondare uno spot credendo che non vi fosse nulla era meglio sondare vari strati d’acqua. Si pescava fra muri di vecchie fabbriche ed era uno scenario inconsueto. Vi pescavo in maggio/giugno e a settembre specialmente dopo che l’acqua era ben calata da piene. Luglio ed agosto rendevano anche loro ma era facile trovare poca acqua e pesci un po’ svogliati. Oltre a trote e vaironi erano rare altre catture anche se qualche volta si allamava qualche gobione e barbo canino. Abitandovi a 4 Km ci dedicavo parecchie uscite serali per metterli “in brusco” (sotto aceto e vino bianco magari aggiungendovi aromi come salvia, menta, carotine a pezzi ecc) per l’inverno e consumarli come antipasto. Preferivo schiacciare l’ardiglione per slamare senza danni le trote che giudicavo piccole per essere trattenute anche se misura legale.

Il Terdoppio a Novara Veveri nel tratto fra la strada che da Novara Vereri porta verso Cameri a risalire fino al ponte sito sulla statale che da Novara porta verso il lago Maggiore detto della PanElettric per via di una vecchia fabbrica oramai chiusa che sorgeva accanto alle sue rive. Si accede comodamente dove il torrente è scavalcato da una piccola passerella in cemento che permette ai “campè” di controllare i livelli del canale Cavour che passa sotto. Lo troviamo uscendo al casello di Novara Est, percorrendo la circonvallazione ed uscendo all’ indicazione Novara Veveri. Poi si svolti verso sinistra, passeremo il ponte sullo stesso torrente(ci si può fermare lì volendo) , proseguiremo e al bivio obbligatorio a destra fino a quando, prima del canale Cavour, troveremo uno spazio. Seguendo il canale al di là della statale in 200 metri siamo alla passerella. Acqua a normale normativa e pescabile con la sola licenza B . Nei periodi caldi conveniva portarsi appresso un buon antinzare. A disturbare parecchie simpatiche sanguinerole ed a integrare il fritto gobioni.
Lo scenario è molto migliore che sul Cervo visto che si pescava fra la vegetazione ed anche ben consistente nei periodi caldi.


Piccole lame e correntine si alternano. Corte canne fisse (4-5 metri) con in lenza uno 0.12 sono più che sufficienti per qualche ora di divertimento. Ami del 20/22 legati sullo 0.08 o 0.10. Solo un paio di lame meritano l’uso del mulinello e sempre se si vuole provare ad insidiare qualche bella carpa o cavedano ivi presente.


mercoledì 27 luglio 2011
Monitoraggio quali-quantitativo dei popolamenti ittici del Canale Circondariale nel campo gara delle Vallette di Ostellato
Vi segnaliamo il link a un interessante studio fatto dalla Provincia di Ferrara in collaborazione con l'Università di Ferrara e l'Arpa Ferrara.
Il documento espone in modo chiaro e per certi versi drammatico la situazione della popolazione ittica nel Canale Circondariale di Ostellato (sede tra le altre cose dei prossimi mondiali di pesca al colpo).
Il quadro che emerge è inquitante.
La percentuale costituita dal siluro è pari al 54,4% della bio-massa totale, con un incremento di oltre 20 punti percentuali rispetto ai campionamenti eseguiti nel quinquennio 2004-2009.
Da non sottovalutare anche i dati relativi alla taglia delle speci pescate.
L'altra specie numericamente più presente è la carpa, con una taglia media attorno ai 10 kg.
Se ne deduce facilemente che resistono solo quelle ormai non più predabili dal vorace siluriforme, che invece mostra una popolazione ben distribuita nelle varie pezzature, con un peso medio degli esemplari pescati di circa 9 kg. Gli esemplari di glano prelevati variavano da circa 5 etti ai 35 kg, mentre le carpe andavano dai 9 ai 18 kg...fate un po' voi le proporzioni.
Ora, sicuramente ci sarà chi negherà l'attendibilità anche di questa ricerca e chi griderà a chissà quale complotto contro il pesce siluro, però l'unico dato attendibile che chiunque può reperire con semplici ricerche, mostra che la totalità degli studi effettuati in svariate zone d'Italia, ha evidenziato il disastroso impatto che questa specie ha avuto e sta ancora avendo sugli equilibri delle nostre acque.
In giro c'è chi va ancora parlando, o forse sarebbe meglio dire sproloquiando, di fantomatici e non ben chiariti "nuovi equilibri biologici", ma gli studi fatti da chi possiede gli strumenti tecnici e scientifici adeguati, smentiscono sempre queste tesi a dir poco fantasiose.
Attraverso questo link potete accedere al testo completo dello studio e fare le vostre considerazioni.
Buona lettura.
Monitoraggio quali-quantitativo dei popolamenti ittici del Canale Circondariale nel campo gara delle Vallette di Ostellato
Il documento espone in modo chiaro e per certi versi drammatico la situazione della popolazione ittica nel Canale Circondariale di Ostellato (sede tra le altre cose dei prossimi mondiali di pesca al colpo).
Il quadro che emerge è inquitante.
La percentuale costituita dal siluro è pari al 54,4% della bio-massa totale, con un incremento di oltre 20 punti percentuali rispetto ai campionamenti eseguiti nel quinquennio 2004-2009.
Da non sottovalutare anche i dati relativi alla taglia delle speci pescate.
L'altra specie numericamente più presente è la carpa, con una taglia media attorno ai 10 kg.
Se ne deduce facilemente che resistono solo quelle ormai non più predabili dal vorace siluriforme, che invece mostra una popolazione ben distribuita nelle varie pezzature, con un peso medio degli esemplari pescati di circa 9 kg. Gli esemplari di glano prelevati variavano da circa 5 etti ai 35 kg, mentre le carpe andavano dai 9 ai 18 kg...fate un po' voi le proporzioni.
Ora, sicuramente ci sarà chi negherà l'attendibilità anche di questa ricerca e chi griderà a chissà quale complotto contro il pesce siluro, però l'unico dato attendibile che chiunque può reperire con semplici ricerche, mostra che la totalità degli studi effettuati in svariate zone d'Italia, ha evidenziato il disastroso impatto che questa specie ha avuto e sta ancora avendo sugli equilibri delle nostre acque.
In giro c'è chi va ancora parlando, o forse sarebbe meglio dire sproloquiando, di fantomatici e non ben chiariti "nuovi equilibri biologici", ma gli studi fatti da chi possiede gli strumenti tecnici e scientifici adeguati, smentiscono sempre queste tesi a dir poco fantasiose.
Attraverso questo link potete accedere al testo completo dello studio e fare le vostre considerazioni.
Buona lettura.
Monitoraggio quali-quantitativo dei popolamenti ittici del Canale Circondariale nel campo gara delle Vallette di Ostellato
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mercoledì 20 luglio 2011
Torrente Elvo

L'Elvo (in piemontese Elv) è un torrente piemontese che scorre nelle province di Biella e Vercelli. E’ il principale tributario del T. Cervo e scorre parallelo ad esso fino a quando svolta verso est e vi si immette prima che questo ultimo confluisca nel Sesia alle porte di Vercelli.
Dà il nome alla omonima valle: la Valle dell'Elvo. Il suo bacino ha un perimetro di 107 km per 300 Kmq. Nasce dal monte Mars a 2300 s.l.m, lungo circa circa 58 km, ha alla foce una portata media di circa 7 metri cubi al secondo.
Inizialmente il suo corso si dirige verso sud e la sua valle si infossa progressivamente scavando una stretta gola che divide i centri abitati in destra idrografica (Graglia, Muzzano e Camburzano) da quelli posti alla sinistra del torrente (Sordevolo, Occhieppo Superiore, Occhieppo Inferiore).
Un discreto numero di trote fario autoctone e immesse da avannotti lo popola unito ad iridee di semina. La taglia non è eccelsa ma qualche bel pezzo esce . Solite tecniche del tocco e spinning e molta prudenza. Vedere al seguente link le ultime disposizioni in materia.
http://www.provincia.biella.it/on-line/Home/Sezioni/Cacciaepesca.html

La pesca non è facile per le rive scoscese e grossi massi ed è bene essere in due nei tratti medio alti.
Raggiunge Occhieppo Inferiore e diventa acqua normale ma purtroppo è stato ovunque spianato e rimangono solo piccole buche; non mancano però i vaironi, qualche barbo piccolo e dei cavedani anche di mole. L’acqua quasi sempre chiara rende la pesca a questa ultima specie difficilissima e solo a spinning se ne frega qualcuno. Per il resto basta un 5 metri fissa e un po’ di bigattini per divertirsi qualche ora magari a Borriana. Uscito nella pianura biellese riceve presso Mongrando l'apporto da destra dell'Ingagna, il suo principale affluente. Nei dintorni di Borriana da sinistra lo raggiungono l'apporto idrico dell'Oremo e il suo corso comincia a deviare gradualmente verso ovest e riceve l'apporto dell'Olobbia, che confluisce nei pressi di Cerrione. In comune di Salussola, l'Elvo viene scavalcato dalla ex SS 143 e dalla Ferrovia Santhià-Biella ed entra poi nella pianura risicola vercellese, nella quale scorre lentamente creando numerose isole più o meno stabili nel tempo.
Non fatevi trarre in inganno perché si era in post piena e purtroppo anche con temporale in arrivo; Generalmente l’acqua è molto più bassa. Son filmini fatti da un dilettante e quindi scusate la qualità.
Sempre dirigendosi verso ovest interseca l'Autostrada A4 e riceve in destra idrografica le acque di un canalino che deriva dal canale Depretis in località Lama dei banditi presso Arro a fine lama. Queste sono fredde essendo acque della Dora Baltea e cioè in estate acqua dei ghiacciai; l’ acqua si opalizza per molti km. La lama è molto bella ed accoglie carpe da 1-2 kg, vaironi, barbi normali e canini e cavedani di media misura.
Si può fare già un comoda passata con una bolognese di 5 metri e le solite esche. Sono da evitare rumori inopportuni visto il luogo e a pasturazione và fatta a fionda o con i “maccheroni”. Lo sfarinato rende molto poco. Qualche trota può apparire di discesa o perché venuta dal canalino citato.
Scendendo a valle entra nella provincia di Vercelli e ha conformazione classica del torrente. Ben massificato in tempi remoti ha conservato la caratterista di anse alternate. Le lame e le buche non superano quasi mai i 150 cm tranne qualche raro caso. Una volta gremito di lasche adesso ospita pochi cavedani ma tutti di Taglia, barbi europei e nostrani con grossi soggetti anche ma difficilmente localizzabili se non lo si frequenta.


Le solite carpe seminate dalla provincia di Vercelli, minutaglia, qualche raro luccio e si vocifera di silurotti nell’ ultimo tratto. Oltre alle solite tecniche in qualche lama si può effettuare anche un ledgering “silenzioso” ovvero appoggiando più che lanciando il feeder.
L'Elvo è un torrente dal regime tipicamente prealpino con piene autunnali e primaverili e marcatissime magre estive e invernali.
Lo stato ambientale delle acque è stato classificato al 2002 dalla Regione Piemonte come BUONO fino a Occhieppo Inferiore e SUFFICIENTE da Mongrando alla confluenza, a causa delle immissioni di origine civile e industriale e della presenza di diserbanti e antiparassitari rilevata nel tratto più a valle.

Il torrente è molto noto per la presenza di pagliuzze d'oro nella sabbia del letto localizzate ,in questo caso, soprattutto nella zona nei pressi della Bessa che è la più lunga serra morenica in Europa coi suoi 24 e fischia Km.
A Biella si punti verso Occhieppo Superiore e poi Sordevolo per la parte alta; Per la parte bassa si percorra la statale detta Trossi e lo avremo sempre alla nostra destra fino quasi a Vercelli. Lo si scavalcherà un 1 Km dopo il paese di Collobiano quando oramai il T. Cervo è pronto ad accoglierlo.
Non è certo un itinerario da andarci apposta ma se vi trovate in zona per caso lo si può fare.
Negozi di pesca a Gaglianico in Via monte grappa e a Vercelli in Corso Casale che è aperto anche la domenica.
Comprare riso nelle aziende poste sulla statale citata; Indumenti firmati nei vari spacci aziendali di note marche a livello mondiale. Liquore Ratafià dolce , Birra Menabrea e formaggio detto Toma nel biellese. Per il vercellese sempre riso e biscotti Bicciolani a Vercelli.
Visitare i santuari di Oropa e Graglia oltre al Piazzo e al “ricetto” di Candelo nel Biellese cioè una porzione di paese rimasto allo stato mediovale e in cui vi sono stati girati film.
A Vercelli non si può non dare uno sguardo alla più bella chiesa gotica in Italia posta vicino alla stazione.
Singolare, ed effettuata ogni 5 anni, la “Passione di Sordevolo” ove quasi tutto il paese si trasforma in attori/attrici per la rappresentazione della crocefissione.
Per mangiare e dormire non vi è nessun problema.
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lunedì 27 giugno 2011
Nuova rivista: Pesca dalla barca
Vi segnaliamo l'uscita di questa nuova rivista "Pesca dalla Barca" e visto che abbiamo attivato uno scambio di link col sito della suddetta rivista sono andato in edicola per vedere di cosa si trattasse.
Devo dire che sono rimasto favorevolmente colpito e anche se personalmente non acquisto quasi mai stampa del settore pesca, stavolta credo che chi cura questo giornale abbia fatto centro.
Gli articoli del primo numero sono interessanti e, strano ma vero, praticamente tutti riguardavano pesci e pesche che anche i comuni mortali a bordo della loro pilotina 6 metri entrobordo diesel da 40 cv (questo sono io :-) ), possono fare.
E poi, questa cosa mi è piaciuta molto, ci sono tanti articoli di pesca vera e propria e il giusto numero di prove di barche e attrezzature varie (sottolineo questo perchè mi è capitato di vedere tante riviste di "pesca", che in realtà sembravano riviste di nautica e basta)
In allegato, e ci sarà per ogni numero, troverete un dvd con filmati di pesca...e vale assolutamente la pena anche per la qualità delle immagini.
In più la rivista ha indetto un concorso gratuito attraverso il quale si possono vincere delle belle attrezzature da pesca.
Insomma a me è parsa una rivista onesta in termini di contenuti e questo per me ha un gran valore.
Qui sotto potete vedere la copertina del primo numero, il secondo sarà in edicola a inizio agosto.
Dopo l'immagine potrete leggere la news letter della rivista stessa, con informazione dettagliate sui contenuti, sul concorso etc etc.

È in edicola il numero uno di Pesca dalla Barca, la rivista che allega i video in DVD ad ogni numero!
Segnaliamo con piacere l’arrivo in tutte le edicole d’Italia di una nuova rivista, l’unica che viene venduta in abbinamento al DVD video, ovvero Pesca dalla Barca.
Si tratta di un periodico edito da Erredi Grafiche Editoriali, azienda nota per l’attenzione alla qualità dei contenuti e della stampa delle proprie pubblicazioni. Dedicata a tutti gli appassionati di pesca in mare ed agli amanti della nautica, Pesca dalla Barca è realizzata grazie alla collaborazione dei migliori esperti nelle tecniche di pesca, del settore nautico e di fotografi ed operatori specializzati.
Ad ogni uscita gli articoli tecnici delle sue 124 pagine, ed i suoi filmati in DVD alta definizione, svelano tecniche ed itinerari per pescare pesci splendidi seguendo i consigli degli esperti, che ci coinvolgono di volta in volta nelle loro emozionanti battute di pesca.
Il primo numero di Pesca dalla Barca, già nelle edicole, parla delle esche per la traina di superficie, della pesca alle palamite, delle fiere più interessanti da visitare, del bolentino di profondità, della pesca con artificiali tenya e con l’aggiunta di esca naturale, del bolentino e di tanti altri argomenti.
I filmati riguarderanno la pesca a tenya, la “caccia” alle palamite sulle mangianze di pesce azzurro e la traina di fondo mirata al dentice.
Inoltre tutti coloro che acquisteranno Pesca dalla Barca avranno la possibilità di partecipare a un ricco concorso gratuito, che premierà tre lettori con altrettante splendide canne da pesca. Il primo numero è già in tutte le edicole mentre il secondo è previsto in uscita per il 1° agosto.
Se volete saperne di più sui filmati contenuti in questo numero, sugli articoli ed itinerari e sul grande concorso a premi, visitate il sito www.pescadallabarca.com
Devo dire che sono rimasto favorevolmente colpito e anche se personalmente non acquisto quasi mai stampa del settore pesca, stavolta credo che chi cura questo giornale abbia fatto centro.
Gli articoli del primo numero sono interessanti e, strano ma vero, praticamente tutti riguardavano pesci e pesche che anche i comuni mortali a bordo della loro pilotina 6 metri entrobordo diesel da 40 cv (questo sono io :-) ), possono fare.
E poi, questa cosa mi è piaciuta molto, ci sono tanti articoli di pesca vera e propria e il giusto numero di prove di barche e attrezzature varie (sottolineo questo perchè mi è capitato di vedere tante riviste di "pesca", che in realtà sembravano riviste di nautica e basta)
In allegato, e ci sarà per ogni numero, troverete un dvd con filmati di pesca...e vale assolutamente la pena anche per la qualità delle immagini.
In più la rivista ha indetto un concorso gratuito attraverso il quale si possono vincere delle belle attrezzature da pesca.
Insomma a me è parsa una rivista onesta in termini di contenuti e questo per me ha un gran valore.
Qui sotto potete vedere la copertina del primo numero, il secondo sarà in edicola a inizio agosto.
Dopo l'immagine potrete leggere la news letter della rivista stessa, con informazione dettagliate sui contenuti, sul concorso etc etc.

È in edicola il numero uno di Pesca dalla Barca, la rivista che allega i video in DVD ad ogni numero!
Segnaliamo con piacere l’arrivo in tutte le edicole d’Italia di una nuova rivista, l’unica che viene venduta in abbinamento al DVD video, ovvero Pesca dalla Barca.
Si tratta di un periodico edito da Erredi Grafiche Editoriali, azienda nota per l’attenzione alla qualità dei contenuti e della stampa delle proprie pubblicazioni. Dedicata a tutti gli appassionati di pesca in mare ed agli amanti della nautica, Pesca dalla Barca è realizzata grazie alla collaborazione dei migliori esperti nelle tecniche di pesca, del settore nautico e di fotografi ed operatori specializzati.
Ad ogni uscita gli articoli tecnici delle sue 124 pagine, ed i suoi filmati in DVD alta definizione, svelano tecniche ed itinerari per pescare pesci splendidi seguendo i consigli degli esperti, che ci coinvolgono di volta in volta nelle loro emozionanti battute di pesca.
Il primo numero di Pesca dalla Barca, già nelle edicole, parla delle esche per la traina di superficie, della pesca alle palamite, delle fiere più interessanti da visitare, del bolentino di profondità, della pesca con artificiali tenya e con l’aggiunta di esca naturale, del bolentino e di tanti altri argomenti.
I filmati riguarderanno la pesca a tenya, la “caccia” alle palamite sulle mangianze di pesce azzurro e la traina di fondo mirata al dentice.
Inoltre tutti coloro che acquisteranno Pesca dalla Barca avranno la possibilità di partecipare a un ricco concorso gratuito, che premierà tre lettori con altrettante splendide canne da pesca. Il primo numero è già in tutte le edicole mentre il secondo è previsto in uscita per il 1° agosto.
Se volete saperne di più sui filmati contenuti in questo numero, sugli articoli ed itinerari e sul grande concorso a premi, visitate il sito www.pescadallabarca.com
lunedì 16 maggio 2011
Qualità delle acque in Toscana -- SIRA
Il SIRA (Sistema Informativo Regionale Ambientale della Toscana) è un portale che mette a disposizione di tutti delle enormi banche dati conteneti tutti i rilievi effettuati sull'ambiente dal 1991 ad oggi.
I database sono suddivisi a seconda della materia delle rilevazioni, quindi c'è un database per l'aria, uno per la terra, un altro per gli agenti fisici (elettromagnetismo, radioattività e inquinamento acustico) e ultimo, ma per noi più importante, uno sulla qualità dell'acqua.
BANCHE DATI SIRA
Interessante per noi pescatori è che all'interno della banca dati sull'acqua è prensente una sezione interamente dedicata ai rilievi fatti sulle acque destinate alla vita dei pesci e, anche in questo caso, è possibile consultare dati che coprono un intero decennio.
Seguendo questo LINK arriverete direttamente alla pagina contenente il form per fare la vostra ricerca.
Come avrete modo di vedere il funzionamento è molto intuitivo; basta inserire (scegliendoli tra le varie opzioni che compariranno) i filtri geografici che ci interessano; quindi la provincia, il comune, il nome del corpo idrico etc.
Noterete che il portale ci offre un grande aiuto nel selezionare le opzioni visto che nei diversi menù a tendina compariranno in automatico le opzioni che riguardano la provincia e il comune selezionato.
Ad esempio, selezionando la mia provincia (Massa-Carrara), appare automaticamente come corpo idrico quello del fiume Frigido con le stazioni di controllo, la tipologia di corpo idrico (salmonidi, ciprinidi etc) e via di seguito con tutti gli altri filtri richesti.
Una volta riempiti tutti i campi con le informazioni geografiche non ci resta che scegliere quali indicatori di inquinamento vogliamo controllare.
Se, per esempio, scegliessimo METALLI nel menù denominato TIPOLOGIA DI INDICATORE, non dovremo fare altro che selezionare nel menù sottostante (NOME INDICATORE) il nome dell'inquinante che ci interessa (piombo, cadmio etc etc).
La stessa operazione la dovremo fare se invece dei metalli scegliessimo di visionare i dati sui composti fenolici o sulle altre opzioni che il form mette a dispozione.
Fatto questo non resta che scegliere il periodo che ci interessa (possiamo selezionare sia l'anno che il semestre) e poi scaricare i nostri dati.
Questo può essere fatto sia attraverso un link che ci viene inviato via mail, oppure direttamente dalla pagina cliccando sul pulsante AVVIA posto subito sotto la scritta AVVIA LO SCARICO DEI DATI.
Se la mole dei dati richiesta è grande, e quindi il file che dobbiamo scaricare è pesante, è possibile il download solo attraverso il link via mail, ma in generale per tabelle su un singolo elemento si può scaricare direttamente dal sito.
Se vogliamo l'unica pecca di questo servizio è che i dati ci vengono inviati in formato CSV (comma separated value).
I file CSV vengono quasi sempre convertiti da Excel in modo automatico, ma appunto perchè questo avviene "quasi sempre" e non sempre, vi segnaliamo anche questo link, che vi spiega velocemente come fare per aprire senza problemi le vostre tabelle con Excel o Access.
APRIRE CSV CON EXCEL O ACCESS
I database sono suddivisi a seconda della materia delle rilevazioni, quindi c'è un database per l'aria, uno per la terra, un altro per gli agenti fisici (elettromagnetismo, radioattività e inquinamento acustico) e ultimo, ma per noi più importante, uno sulla qualità dell'acqua.
BANCHE DATI SIRA
Interessante per noi pescatori è che all'interno della banca dati sull'acqua è prensente una sezione interamente dedicata ai rilievi fatti sulle acque destinate alla vita dei pesci e, anche in questo caso, è possibile consultare dati che coprono un intero decennio.
Seguendo questo LINK arriverete direttamente alla pagina contenente il form per fare la vostra ricerca.
Come avrete modo di vedere il funzionamento è molto intuitivo; basta inserire (scegliendoli tra le varie opzioni che compariranno) i filtri geografici che ci interessano; quindi la provincia, il comune, il nome del corpo idrico etc.
Noterete che il portale ci offre un grande aiuto nel selezionare le opzioni visto che nei diversi menù a tendina compariranno in automatico le opzioni che riguardano la provincia e il comune selezionato.
Ad esempio, selezionando la mia provincia (Massa-Carrara), appare automaticamente come corpo idrico quello del fiume Frigido con le stazioni di controllo, la tipologia di corpo idrico (salmonidi, ciprinidi etc) e via di seguito con tutti gli altri filtri richesti.
Una volta riempiti tutti i campi con le informazioni geografiche non ci resta che scegliere quali indicatori di inquinamento vogliamo controllare.
Se, per esempio, scegliessimo METALLI nel menù denominato TIPOLOGIA DI INDICATORE, non dovremo fare altro che selezionare nel menù sottostante (NOME INDICATORE) il nome dell'inquinante che ci interessa (piombo, cadmio etc etc).
La stessa operazione la dovremo fare se invece dei metalli scegliessimo di visionare i dati sui composti fenolici o sulle altre opzioni che il form mette a dispozione.
Fatto questo non resta che scegliere il periodo che ci interessa (possiamo selezionare sia l'anno che il semestre) e poi scaricare i nostri dati.
Questo può essere fatto sia attraverso un link che ci viene inviato via mail, oppure direttamente dalla pagina cliccando sul pulsante AVVIA posto subito sotto la scritta AVVIA LO SCARICO DEI DATI.
Se la mole dei dati richiesta è grande, e quindi il file che dobbiamo scaricare è pesante, è possibile il download solo attraverso il link via mail, ma in generale per tabelle su un singolo elemento si può scaricare direttamente dal sito.
Se vogliamo l'unica pecca di questo servizio è che i dati ci vengono inviati in formato CSV (comma separated value).
I file CSV vengono quasi sempre convertiti da Excel in modo automatico, ma appunto perchè questo avviene "quasi sempre" e non sempre, vi segnaliamo anche questo link, che vi spiega velocemente come fare per aprire senza problemi le vostre tabelle con Excel o Access.
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lunedì 18 aprile 2011
Torrente San Bernardino a Verbania Trobaso

La nuova riserva turistica sul San Bernardino apre l’ ultima domenica di marzo del 2011 e io ci vado il sabato dopo. La moglie e la suocera vanno via in gita in Liguria e io non so cosa fare. Vi sarebbe anche un lancio nel biellese ma che stfa, che barba i soliti posti posti!!!
Ma il prologo del venerdi’ prima è gustoso, molto gustoso e và rivissuto.
A Novara vi è un convegno sull’ etica della pesca sportiva; So già più o meno cosa diranno e decido di prendere mezza giornata di ferie e scendere verso le terre natali anche per acquistare una canna da spinning da Roberto..
L'ARTICOLO COMPLETO POTETE LEGGERLO A QUESTO LINK:


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