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lunedì 4 aprile 2011

La Carinzia bianca -- di Luisella Bianchini


Il titolo non tragga in inganno visto che non vuole porre in evidenza piste e impianti per sport sulla neve della nota regione austriaca, che seppur esistendo, non sono certo l’ oggetto di questo sito, ma della possibilità di pescare il cosiddetto “pesce bianco”; cioè cavedani, barbi, breme e nasen in abbondanza in quel loco quasi sempre nominato per trote e temoli.

Quando scoprii in internet agli albori del nuovo millennio un sito dedicato a questa pesca per me fu quasi la fine di un incubo; potevo finalmente convincere mio marito a portarmi in Austria! Ci riuscii e lui riuscii a farmi pescare per poi soddisfare le mie richieste turistiche.
Da allora ci siamo tornati una decina di volte, anche con amici, sempre aspettando ansiosi il momento della partenza e sognando il nuovo ritorno quando purtroppo gli impegni di lavoro e famiglia ci riportavano in Piemonte.
La pesca al pesce bianco in Carinzia vuol dire soprattutto Drava; sia Drava Grande dalla diga di Feistrit fino all’ inizio del bacino di Volkermarkt, sia quella denominata in loco “Drava Piccola” da non confondersi con quella a monte di Lienz.

Sono esclusi i grandi bacini a monte delle dighe pare per il limo glaciale che vi si deposita. Infatti molti decenni or sono gli austriaci canalizzarono, seppur non sembri data la vegetazione sulle rive, a scopo idroelettrico buona parte del fiume costruendovi grosse e alte dighe; Viene logico che a monte di esse per qualche km si formino dei laghi di difficoltosa pesca che è praticata invece nei tratti a valle delle stesse.

Per qualche motivo la prima centrale è stata attivata invece alla fine di un canale lungo qualche Km che preleva gran parte dell’acqua dal grosso fiume; nel grande vecchio letto scorre il rimanente liquido che và poi a congiungersi con quello del canale ed è appunto questo tratto che è detta Drava piccola . Mentre per la Grossa siamo a dimensioni e portata inusuale per le acque italiche a cui solo il Po dopo Cremona può arrivare, riguardo la Piccola la portata è da paragonarsi a una nostra Agogna o Cervo nei tratti medio bassi pur scorrendo in un ampio letto ricoperto in parte da folta vegetazione.



Pesci e loro pesca con esche naturali

Il pesce predominante è sicuramente il Nasen cioè l’equivalente della nostrana Savetta con appunto un grosso naso e ben presente anche nei corsi del Friuli come l’Isonzo. La pezzatura passa dai 700/800 gr fino ai 2 kg abbondanti.
E’ presente in ogni tratto della Drava, sia piccola che grossa.
Segue a ruota la Breme di almeno 2 specie. E’ presente in buona parte della Drava grande ma non ovunque, assente a nostro sapere in quella piccola, e ben presente nel tratto finale del torrente Gurk; la pezzatura dei soggetti che formano grossi branchi và dai 500 a oltre 1000 grammi.
Sotto la diga di Feistrit sono frequenti esemplari di 2-3 kg con qualche soggetto che arriva o supera i 4000 gr.

Il barbo europeo è ben presente ovunque ma presenta difficoltà a catturarlo nella Drava Grande visto che come sua abitudine si piazza nelle correnti più forti. La taglia è decisamente interessante con un record di oltre 5 kg.

Lo spettacolare cavedano a volte dalle marcate pinne rosse non è frequente come le altre specie ma qualche cattura nell’arco della giornata avviene sempre con taglie sbalorditive.

Non vi è da stupirsi più di tanto se si allamano, trote iridee e fario, salmerini alpinus, pighi, temoli e coregoni . Sono presenti huco huco, lucci, lucioperca e grosse carpe anche per altre pesche e ualche volta rrosse alborelle a branchi nella bella stagione.





Come pescarli

Si usa il classico bigattino ovviamente. Qualche scatola di mais è utile averla dietro nel caso delle appena citate alborelle; abbiamo provato anche col pane francese con risultati discreti ma nettamente minori che col “cagnotto”. Da portarsi appresso canne da ledgering (le più potenti possibili) o anche da surf casting visto che l’abboccata non è mai delicata ma sempre ben evidente se non addirittura violenta.
Bolognesi dai 5 metri per la Drava piccola ai 6/7 metri per quella grossa. Mulinelli con bobine caricate dallo 0.18 allo 0.25 per il ledgering, un pò meno ma mai sotto lo 0.16 per la passata.
Fili finali dallo 0.12 minino allo 0.22 per il ledgering pesante. Ami dal N 10 al N 16 a filo medio.
Galleggianti dai 3 ai 10 grammi; qualcosa meno per la piccola se proprio si desidera pescare leggero ma ciò non serve in quelle acque in cui i pesci stanno vedendo il bigattino da pochi anni.
Tanta pastura a base salata e magari qualche sacchetto di pane grattugiato da aggiungervi, almeno 2 kg di bigattini al giorno per ogni giorno preventivato di Drava Grande e pochi per la Drava Piccola. Stivali corti ovunque e lunghi se si vuole esplorare la Drava piccola attraversandola nei raschi.
A passata non servono particolari accorgimenti e finezze tipiche italiane; A seconda della corrente si sceglie il “tappo” a pera o a pera rovesciata più o meno accentuata, lo si tara al 90% con una torpille e si completa con alcuni pallini . Finali corti dello 0.12/0.14 sui quali legheremo un amo del N 12/14 a cui infilzeremo anche 8/10 bigattini. Naturalmente in Drava Grande pescheremo sulla linea ove abbiamo immesso la pastura. Non è mai conveniente cambiare postazione e bisogna insistere nel punto pasturato dato che prima o poi i grossi branchi troveranno quello che abbiamo immesso.
In Piccola si può anche fare una pesca di ricerca.
A Ledgering si usano pasturatori di grosse dimensioni per la ricerca dei grossi barbi; conviene addirittura portarsene alcuni precedentemente appesantiti anche oltre i 200 gr.
Pagliette in abbondanza, fionda e tutta la normale attrezzatura da portarsi dietro, non dimenticando il guadino, uniti al resto.
Conviene non dimenticarsi nulla a casa visto la difficoltà di reperimento di alcuni oggetti. Un negozio di pesca è in Ferlach a poca distanza dalla banca di Slovenia che fra l’altro è a pochi metri da un piccolo rio dall’acqua trasparente gremito di splendide trote fario.
I bigattini sono introvabili in Carinzia e non è raro che qualche locale venga a chiederne un po’ per farsi i pesciolini che userà per insidiare i predatori magari lasciandoli semplicemente morti sul fondo come ho visto fare. In effetti i pescatori locali sono pochi e con una qualità tecnica media che lascia perplessi a dir poco.
Raramente si scende sotto i 20 kg di pescato a testa.
Nasse vietate e il pesce si libera subito o si trattiene morto nei limiti consentiti della riserva. Non vi è motivo di questo e perciò dopo l’eventuale foto si consiglia il rilascio.
Ogni canna già in assetto di pesca è considerata come fosse in pesca. Per ogni altra questione regolamentare vedere i permessi e/o chiedere in Hotel.
I controlli sono frequenti sia dai guardapesca regionali sia da quelli privati.





Stagioni

Siamo andati anche a capodanno nel 2003 ed è stata una di quelle rare volte di cui accennavo poco sopra; però ho preso un luccio di 63/64 cm con un tandem sotto la diga di Grafestein in un'oretta di un inconsueto spinning, per noi almeno, in Austria.
L’acqua della Drava è fredda e quindi bisogna aspettare almeno maggio per catturare bene anche se già a fine aprile si può tentare ed ottenere discreti risultati.
Fine aprile, maggio e talvolta inizio giugno sono i periodi ideali per divertirsi in Drava piccola anche con fisse da 7 metri durante la rimonta dei Nasen.
Negli altri periodi è meno fruttuosa ma ne resta sempre qualcuno unito a grossi cavedani, barbi, qualche carpa e un po’ di minutaglia; mai vista una breme. Personalmente è il posto che amo di più.
La postazione in assoluto da non perdere è a valle della la Diga di Feistritz dove il divertimento è assicurato dal neofita al campione.
Si pesca poco oltre la punta della bolognese attuando una leggera trattenuta. Diciamo attorno ai 10/12 metri da riva e se non è al mattino di sicuro al pomeriggio, quando l’acqua scende di anche 20 cm per via di una parziale chiusura della diga, è una “sarabanda” di nasen.
Se si vogliono i barbi o le grosse breme conviene però pescare a ledgering in mezzo al grosso rigiro. Abbiamo visto usare anche le roubaisienne.
Qualche cavedano fa sempre la sua visita unito talvolta alle sorprese di cui sopra. Il fondo sulla linea citata è attorno ai 2.5/3 metri.
Anche in altre postazioni a Feistrit più lontane dalla diga, a Ferlach presso i “barconi” e a Grafestein abbiamo fatto ottime pescate alternate però da uscite meno fruttuose con comunque al guadino, oltre altri pesci sganciati, sempre almeno 15/20 pezzi oltre il kilo. Probabilmente non pasturavamo abbastanza in quelle occasioni non riuscendo a fermare sul posto gli enormi branchi di pesce.
La profondità è maggiore che a Festritz e si attesta verso i 4 metri. Il tratto finale del Gurk ci ha regalato solo Breme di media stazza e qualche Blicca.



Hotel e permessi

L’ Aktiv Hotel si trova a Frog in comune di Rosegg proprio in mezzo all’isola che formano la Drava Piccola e il canale e quindi a un “tiro di schioppo” dai luoghi di pesca.
Si entra in Austria dal passo del Tarvisio dopo essersi lasciati alle spalle Udine oltre 100 km; si devia in direzione Slovenia e si esce al primo svincolo.
Dopo St Jhoann si devia per Rosegg e si arriva alla frazione Frog. Volendo cogliere subito l’atmosfera austriaca si può uscire ad Arnoldstein e farsi una trentina di km.
Ricordarsi di munirsi del bollino per le autostrade austriache all’ ACI locale o presso gli ultimi autogrill prima del confine del costo di euro 7.60 per 10 gironi. Sito internet: www.trophyclub.it

Sport e turismo

La verde Carinzia possiede oltre 200 fra laghi e laghetti di varie dimensioni fra cui i più grossi sono il Whorter ( a 5 km dall’ Hotel), Il Milstatter e l’ Ossiach oltre al mitico Weiben.
Una visita alla bellezza selvaggia e alle acque cristalline di quest’ultimo è d’obbligo come salire verso il Gerlitzen (stazione sciistica) e godersi il panorama splendido dell’ Ossiach, magari gustando qualche tipico piatto della zona in una terrazza di un ristorante a metà strada.
A Velden sul Whortersee (see sta per lago) un casinò può allietare le serate o alleggerire il portafoglio.
Klangfeurt la capitale della Carinzia offre un centro storico classico ma nulla più. Mete più interessanti ma più lontane sono Salisburgo e Graz.
Sport acquatici in abbondanza per i giovani ma anche molte piste ciclabili di cui ben 200 km lungo la Drava.
Passeggiate a piedi e equitazione sono l’alternativa nei periodi senza funghi.
Essi sono il secondo scopo per cui ci rechiamo in Carinzia pur non essendo dei “fungaioli”…e penso sia capibile quanti ve ne sono in estate.



I prezzi sono mediamente come in Italia ad eccetto della benzina che si paga circa 20cent in meno. Si consiglia di evitare di prendere il caffè nei bar ed invece di gustarsi dolci e piatti a base di carne nei pranzi durante le gite turistiche accompagnati naturalmente da birra.
Da portarsi a casa acquistando nei tanti piccoli e medi supermercati Wusterl e salumi affumicati oltre al già citato liquido biondo.
Quello che piace del luogo sono soprattutto il grande verde e la quasi assenza di traffico appena fuori dai centri abitanti maggiori che sono anche pochi.

sabato 2 aprile 2011

Economia della Biodiversità

Questo volume realizzato dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) offre elementi molto utili per valutare meglio l'importanza della conservazione della biodiversità, anche per l'impatto che la sua perdita ha sull'economia.

Gli autori hanno anche cercato di dare una definizione di biodiversità che sia più adatta alla realtà socio-politica nella quale viviamo e che quindi si inserisca meglio nelle dinamiche economiche della nostra società.

Nel concreto il testo spiega in modo molto dettagliato qual è il doppio filo che lega economia e conservazione e perchè adesso uno sviluppo sostenibile non è più solo un'esigenza di carattere ambientale, ma è anche un'esigenza economica.

Per leggere questo lavoro a tutto schermo è sufficiente che clicchiate su

Il volume è scaricabile anche dal sito dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ( ARPAT )




Economia della biodiversità

mercoledì 16 marzo 2011

Livelli idrometrici acque italiane

Vi segnaliamo i link ai siti che riportano i livelli idrometrici delle acque italiane.
La quasi totalità di questi siti offre aggiornamenti in tempo reale e rappresentano una risorsa molto importante da consultare.

LIVELLO IDROMETRICO BACINO DEL PO
http://stazioni.agenziapo.it

LIVELLO IDROMETRICO BACINO DEL SERCHIO E DI MASSACIUCCOLI
http://www.autorita.bacinoserchio.it/misure_di_livello

LIVELLO IDROMETRICO ARNO
http://www.firenzemeteo.it/toscana/arno/arno_stia_altezza.php

LIVELLO IDROMETRICO TEVERE
http://www.idrografico.roma.it/default.aspx

LIVELLO IDROMETRICO BACINO ACQUE TRENTINO E VENETO, BACINO ADIGE
http://213.21.149.34:2725/pmapper/provaphp/dati_online/dati_online.php

LIVELLO IDROMETRICO BACINO ADDA, OGLIO, MINCIO, CHIESE E LAGHI
http://www.laghi.net/

LIVELLO IDROMETRICO PIEMONTE
http://www.regione.piemonte.it/meteo/idrometri/index.htm

LIVELLO IDROMETRICO LOMBARDIA
http://www.protezionecivile.regione.lombardia.it/pre_monitoraggio_idro.aspx

LIVELLO IDROMETRICO EMILIA ROMAGNA
http://www.arpa.emr.it/sim/?idrologia

LIVELLO IDROMETRICO LIGURIA
http://www.meteoliguria.it/dati_osservati/mappa_sensori.html?parametro=idr

LIVELLO IDROMETRICO MARCHE
http://protezionecivile.regione.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=379

martedì 15 marzo 2011

Carpfishing, spinning, ledgering, PaM...eliminiamoli


Non certo le tecniche, parlo dei club specialistici, sigle varie e strane come Pescatori Ricreativi, ad esempio, o il deprecabile GSI.

Non posso indagare certo bene ovunque, ma nella mia zona stanno accadendo sempre di più delle cose assurde proposte da qualche personaggio che è entrato nelle consulte provinciali essendo socio di qualche associazione di pesca che ne ha i requisiti.
Mettiamo che il signor X era da anni socio dei pescatori di Ciapano con rappresentante nella consulta di Biella e diventa un incallito carpista colla tecnica del carpfishing. Qua abbandoniamo la finzione e inizia la storia vera, col signor X che sbatte fuori quasi completamente tutti i pescatori “normali” che vogliono pescare una carpa nei bacini di Mongrando e Masserano. Ma facciamo un passo indietro e andiamo a quando per varie circostanze ero iscritto alla Thymallus Aurora, cioè un club di pesca a mosca che era membro del CAGeP, ed aveva fatto fare un progetto di reintroduzione del temolo nel biellese che potetete vedere al link:

http://thymallus.tripod.com/valutazioniecosistemi.htm

Ebbi modo di partecipare ad una riunione della consulta e capire parecchio di come funzionavano le cose. Altre informazioni avute mi hanno fatto capire non tutto, ma quasi.

La Thymallus è ancora in consulta (anche se con personaggi diversi da allora) e 3 anni fa propose 3 zone No Kill ad amo singolo senza ardiglione per tutte le tecniche e l’aumento a 24 cm della misura minima della trota più il tesserino segnacatture. Ok, mi potrebbe anche andare bene. Poi le zone No Kill diventano solo pesca a mosca e spinning e la cosa non mi sta più tanto bene. Va beh che io a spinning ci pesco ma tutti quelli che facevano la tecnica al tocco o a galleggiante (almeno due delle zone si prestavano bene anche al galleggiante) erano esclusi. Dal 2011 tesserino segnacatture ove devi segnare le catture, il giorno, se fai kill o no kill, il bacino che hai scelto fra 6 già stampati, e se sei in zona salmonidi o no. Abbassano alla misura regionale, cioè 22 cm per la trota fario presa in zona ciprinidi, e chiudono la pesca al martedì e venerdì nella zona S
Qua vi sono da fare molteplici considerazioni:

1) Non è un tesserino da restituire. Quelli da restituire la richiesta di segnare certi dati la motivano col bisogno di fare statistica. Non vi è norma che a restare nel bacino Elvo tutto il giorno e neppure che non puoi passare dalla zona S (salmonicola) a quella C (ciprinicola). Ed allora cosa devo segnarlo a fare? Idem dicasi per il kill o No kill.

2) Perché chi và in zona ciprinicola ha 2 giorni di pesca in più? Non pagano tutti la stessa cifra di licenza?

3) Che senso ha riabbassare la fario a 22 cm in zona C? Ammesso e non concesso che nelle acque C non si riproduca, la “ragazza” non può quando è 23 cm andare a farsi un giretto 200 mt fuori di casa per poi tornarvi?

4) Perché chi pesca al tocco ha qualche km di fiume in meno in cui pescare di chi pesca a spinning o mosca? Conosco parecchi moschisti e spinnofili killatori…loro possono benissimo andare in zona S kill e poi andare a divertirsi in zona S No kill. Quelli al tocco NO!

Ma torniamo a bomba: cioè al nostro signor X che è anche associato ai Carpisti delle Alpi (scoperto 3 giorni fa). E che fa Mister X? Di sicuro fa qualche truschino coi rappresentanti di qualche associazione di trote e convince l’ assessore a fare quello che leggerete qui sotto (lo dice lui nel forum di CFI che le “associazioni di TROTE” hanno espresso parere favorevole).

Nei 2 bacini detti all’inizio misura MASSIMA della carpa cm 59 sempre che non arrivi a 6 KG; Obbligo di rilascio delle carpe dai 6 kg in su. Divieto di pasturare e usare come esca granaglie cioè mais, fagioli ecc ecc. Ha ottenuto cosi’ (tirando un po’, ma poco, anche la zappa sui suoi piedi) che quelli che pescavano le carpe saltuariamente e i “vegioti” non possano più insidiarla. Il vegiot o il pescatore normale è difficile che usi le boiles!!!Potrà avvenire casualmente che una carpa mangi qualche verme o bigattino, ma essendoci parecchi pesci gatto piccoli (specie a Mongrando) è presumibile che arrivino prima loro.


Elvo, zona ciprinicola, poco a valle della zona pregiata.
Tante storie e poi lasciano fare cementificazioni orripilanti come quella in foto






Torrente Cervo, zona salmonidi No Kill,
a 300-400 metri dalla zona a ciprinidi


Ma poi gente è da quando è nato il mondo che gli animali mangiano i pesci e perché un animale umano non deve mangiare un pesce secondo alcuni? Abbassate il limite giornaliero da 8 a 3 trote oppure mettete un limite annuale per ogni specie a rischio di estinzione ad esempio, ma basta con questi’ No Kill e menate assortite.

BASTA NON SE NE PUO’ PIU’ di questi club……Le poche cose buone che fanno le fanno solo 2-3 individui del club e sono ampiamente compensate negativamente dalla furbizia di molti altri personaggi e dalla non competenza degli assessori (In fondo la decisione finale è loro).

A questo punto è preferibile che spariscano tutte le consulte e che a consigliare gli assessori siano solo qualificati ittiologi.



Masserano


lunedì 14 marzo 2011

Calcolo delle maree, Wxtide32

Questo piccolo programma freeware consente di calcolare in modo molto preciso le maree.
E' un programma di semplice utilizzo, unica pecca è in inglese, ma è decisamente intuitivo.
Per scaricarlo basta cliccare sul link qui di seguito e seguire le istruzioni

DOWNLOAD MAREE

sabato 5 marzo 2011

Pesca dei ricci di mare

I ricci di mare sono una delle più prelibate leccornie che il mare ci offre. Deliziosi come condimento ad un piatto di spaghetti, sublimi in una bella insalatina con qualche asparago selvatico.
No, non abbiamo deciso di trasformare Pesca&Pesca in un sito di cucina, piuttosto abbiamo pensato a questo articolo perchè l'echinoderma in questione è vittima di un bracconaggio selvaggio, sia a fini commerciali, sia da parte di molti pescatori
dilettanti che spesso non si rendono neppure conto di commettere un reato e soprattutto di compiere un gesto che danneggia l'ecosistema in cui si stanno immergendo.

Quindi la prima domanda che uno dovrebbe porsi è: i ricci di mare si possono pescare?
la risposta è: Si!Anche se non siamo pescatori di professione. Ma ci sono delle regole ben precise.

La pesca dei ricci di mare è regolamentata dal Decreto Ministeriale del 12 gennaio1995.

Potete leggere il decreto a questo link

REGOLAMENTAZIONE PESCA DEI RICCI DI MARE


Le regole da seguire sono poche e ben precise.

1) NON si possono pescare ricci di mare nei mesi di maggio e giugno
2) Si può pescare in apnea e manualmente
3) La misura minima per ogni esemplare è di 7 cm di diametro, aculei compresi.
4) Il limite massimo di cattura è fissato in 50 esamplari al giorno.


Alcune regioni hanno elaborato delle regolamentazioni diverse. Un esempio è la Sardegna, ove i periodi consentiti per la pesca sono diversi rispetto a quelli del resto d'Italia, e visto che spesso le ordinanze delle capitanerie sono delle vere e proprie giungle nelle quali è complicato districarsi,vi consigliamo vivamente di rivolgervi direttamente alle capitanerie di porto competenti per la zona in cui decidete di andare a pesca di ricci.
Attraverso il link che troverete qui sotto potrete accedere ad un form in cui vi basterà inserire i dati di ricerca e avrete in pochi secondi tutti i recapiti telefonici e di posta elettronica dei vari comandi periferici ai quali potrete domandare lumi sulle regolamentazioni della zona e su eventuali zone interdette alla pesca, zone protette o altro.

COMANDI PERIFERICI GUARDIA COSTIERA

Non rispettare la normativa sulla pesca dei ricci comporta pene pecuniarie assai pesanti e, nel caso si stia usando un'attrezzatura non consentita (le bombole, ad esempio), il sequestro della stessa.

Chiudiamo questo articolo con una serie di link ad articoli che danno un'idea precisa di quanto questa specie sia messa sotto pressione da una pesca indiscriminata e fatta fuori da ogni regola.

PESCA ILLEGALE, SEQUESTRATI 2500 RICCI

SEQUESTRATI 460 KG DI RICCI DI MARE

PESCA ILLEGALE, SEQUESTRATI 9000 RICCI

SEQUESTRATI 6000 RICCI DI MARE





Foto da NaturaMediterraneo.com

mercoledì 2 marzo 2011

Licenza gratuita in mare

Vi segnaliamo i link utili per ottenere il permesso gratuito di pesca in mare.

Per il momento non vogliamo addentrarci in considerazioni e supposizioni campate in aria, perchè allo stato attuale delle cose si tratta di un semplice censimento ( obbligatorio) in cui viene chiesto di comunicare alcuni dati personali e le pesche che facciamo.
Sarà il preludio di una licenza a pagamento? E nel caso a chi toccherà scucire il conquibus?
Al momento l'unica cosa che sappiamo è che entro il 1 maggio 2011 sarà obbligatorio avere con noi la certificazione di avvenuta comunicazione dei dati quando saremo a pesca in mare.

Ad ogni modo ecco il link al sito della Federazione dove si possono trovare delucidazioni e indicazioni su come comunicare le informazioni richieste.

CENSIMENTO PESCA IN MARE


TUTTO PER LA PESCA IN MARE

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