Vi segnaliamo i link ai siti che riportano i livelli idrometrici delle acque italiane.
La quasi totalità di questi siti offre aggiornamenti in tempo reale e rappresentano una risorsa molto importante da consultare.
LIVELLO IDROMETRICO BACINO DEL PO
http://stazioni.agenziapo.it
LIVELLO IDROMETRICO BACINO DEL SERCHIO E DI MASSACIUCCOLI
http://www.autorita.bacinoserchio.it/misure_di_livello
LIVELLO IDROMETRICO ARNO
http://www.firenzemeteo.it/toscana/arno/arno_stia_altezza.php
LIVELLO IDROMETRICO TEVERE
http://www.idrografico.roma.it/default.aspx
LIVELLO IDROMETRICO BACINO ACQUE TRENTINO E VENETO, BACINO ADIGE
http://213.21.149.34:2725/pmapper/provaphp/dati_online/dati_online.php
LIVELLO IDROMETRICO BACINO ADDA, OGLIO, MINCIO, CHIESE E LAGHI
http://www.laghi.net/
LIVELLO IDROMETRICO PIEMONTE
http://www.regione.piemonte.it/meteo/idrometri/index.htm
LIVELLO IDROMETRICO LOMBARDIA
http://www.protezionecivile.regione.lombardia.it/pre_monitoraggio_idro.aspx
LIVELLO IDROMETRICO EMILIA ROMAGNA
http://www.arpa.emr.it/sim/?idrologia
LIVELLO IDROMETRICO LIGURIA
http://www.meteoliguria.it/dati_osservati/mappa_sensori.html?parametro=idr
LIVELLO IDROMETRICO MARCHE
http://protezionecivile.regione.marche.it/viewdoc.asp?CO_ID=379
Acquista i tuoi articoli da per la pesca su Amazon.
mercoledì 16 marzo 2011
martedì 15 marzo 2011
Carpfishing, spinning, ledgering, PaM...eliminiamoli

Non certo le tecniche, parlo dei club specialistici, sigle varie e strane come Pescatori Ricreativi, ad esempio, o il deprecabile GSI.
Non posso indagare certo bene ovunque, ma nella mia zona stanno accadendo sempre di più delle cose assurde proposte da qualche personaggio che è entrato nelle consulte provinciali essendo socio di qualche associazione di pesca che ne ha i requisiti.
Mettiamo che il signor X era da anni socio dei pescatori di Ciapano con rappresentante nella consulta di Biella e diventa un incallito carpista colla tecnica del carpfishing. Qua abbandoniamo la finzione e inizia la storia vera, col signor X che sbatte fuori quasi completamente tutti i pescatori “normali” che vogliono pescare una carpa nei bacini di Mongrando e Masserano. Ma facciamo un passo indietro e andiamo a quando per varie circostanze ero iscritto alla Thymallus Aurora, cioè un club di pesca a mosca che era membro del CAGeP, ed aveva fatto fare un progetto di reintroduzione del temolo nel biellese che potetete vedere al link:
http://thymallus.tripod.com/valutazioniecosistemi.htm
Ebbi modo di partecipare ad una riunione della consulta e capire parecchio di come funzionavano le cose. Altre informazioni avute mi hanno fatto capire non tutto, ma quasi.
La Thymallus è ancora in consulta (anche se con personaggi diversi da allora) e 3 anni fa propose 3 zone No Kill ad amo singolo senza ardiglione per tutte le tecniche e l’aumento a 24 cm della misura minima della trota più il tesserino segnacatture. Ok, mi potrebbe anche andare bene. Poi le zone No Kill diventano solo pesca a mosca e spinning e la cosa non mi sta più tanto bene. Va beh che io a spinning ci pesco ma tutti quelli che facevano la tecnica al tocco o a galleggiante (almeno due delle zone si prestavano bene anche al galleggiante) erano esclusi. Dal 2011 tesserino segnacatture ove devi segnare le catture, il giorno, se fai kill o no kill, il bacino che hai scelto fra 6 già stampati, e se sei in zona salmonidi o no. Abbassano alla misura regionale, cioè 22 cm per la trota fario presa in zona ciprinidi, e chiudono la pesca al martedì e venerdì nella zona S
Qua vi sono da fare molteplici considerazioni:
1) Non è un tesserino da restituire. Quelli da restituire la richiesta di segnare certi dati la motivano col bisogno di fare statistica. Non vi è norma che a restare nel bacino Elvo tutto il giorno e neppure che non puoi passare dalla zona S (salmonicola) a quella C (ciprinicola). Ed allora cosa devo segnarlo a fare? Idem dicasi per il kill o No kill.
2) Perché chi và in zona ciprinicola ha 2 giorni di pesca in più? Non pagano tutti la stessa cifra di licenza?
3) Che senso ha riabbassare la fario a 22 cm in zona C? Ammesso e non concesso che nelle acque C non si riproduca, la “ragazza” non può quando è 23 cm andare a farsi un giretto 200 mt fuori di casa per poi tornarvi?
4) Perché chi pesca al tocco ha qualche km di fiume in meno in cui pescare di chi pesca a spinning o mosca? Conosco parecchi moschisti e spinnofili killatori…loro possono benissimo andare in zona S kill e poi andare a divertirsi in zona S No kill. Quelli al tocco NO!
Ma torniamo a bomba: cioè al nostro signor X che è anche associato ai Carpisti delle Alpi (scoperto 3 giorni fa). E che fa Mister X? Di sicuro fa qualche truschino coi rappresentanti di qualche associazione di trote e convince l’ assessore a fare quello che leggerete qui sotto (lo dice lui nel forum di CFI che le “associazioni di TROTE” hanno espresso parere favorevole).
Nei 2 bacini detti all’inizio misura MASSIMA della carpa cm 59 sempre che non arrivi a 6 KG; Obbligo di rilascio delle carpe dai 6 kg in su. Divieto di pasturare e usare come esca granaglie cioè mais, fagioli ecc ecc. Ha ottenuto cosi’ (tirando un po’, ma poco, anche la zappa sui suoi piedi) che quelli che pescavano le carpe saltuariamente e i “vegioti” non possano più insidiarla. Il vegiot o il pescatore normale è difficile che usi le boiles!!!Potrà avvenire casualmente che una carpa mangi qualche verme o bigattino, ma essendoci parecchi pesci gatto piccoli (specie a Mongrando) è presumibile che arrivino prima loro.

Elvo, zona ciprinicola, poco a valle della zona pregiata.
Tante storie e poi lasciano fare cementificazioni orripilanti come quella in foto
Tante storie e poi lasciano fare cementificazioni orripilanti come quella in foto
Torrente Cervo, zona salmonidi No Kill,
a 300-400 metri dalla zona a ciprinidi
Ma poi gente è da quando è nato il mondo che gli animali mangiano i pesci e perché un animale umano non deve mangiare un pesce secondo alcuni? Abbassate il limite giornaliero da 8 a 3 trote oppure mettete un limite annuale per ogni specie a rischio di estinzione ad esempio, ma basta con questi’ No Kill e menate assortite.
BASTA NON SE NE PUO’ PIU’ di questi club……Le poche cose buone che fanno le fanno solo 2-3 individui del club e sono ampiamente compensate negativamente dalla furbizia di molti altri personaggi e dalla non competenza degli assessori (In fondo la decisione finale è loro).
A questo punto è preferibile che spariscano tutte le consulte e che a consigliare gli assessori siano solo qualificati ittiologi.
Masserano
lunedì 14 marzo 2011
Calcolo delle maree, Wxtide32
Questo piccolo programma freeware consente di calcolare in modo molto preciso le maree.
E' un programma di semplice utilizzo, unica pecca è in inglese, ma è decisamente intuitivo.
Per scaricarlo basta cliccare sul link qui di seguito e seguire le istruzioni
DOWNLOAD MAREE
E' un programma di semplice utilizzo, unica pecca è in inglese, ma è decisamente intuitivo.
Per scaricarlo basta cliccare sul link qui di seguito e seguire le istruzioni
DOWNLOAD MAREE
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sabato 5 marzo 2011
Pesca dei ricci di mare
I ricci di mare sono una delle più prelibate leccornie che il mare ci offre. Deliziosi come condimento ad un piatto di spaghetti, sublimi in una bella insalatina con qualche asparago selvatico.
No, non abbiamo deciso di trasformare Pesca&Pesca in un sito di cucina, piuttosto abbiamo pensato a questo articolo perchè l'echinoderma in questione è vittima di un bracconaggio selvaggio, sia a fini commerciali, sia da parte di molti pescatori
dilettanti che spesso non si rendono neppure conto di commettere un reato e soprattutto di compiere un gesto che danneggia l'ecosistema in cui si stanno immergendo.
Quindi la prima domanda che uno dovrebbe porsi è: i ricci di mare si possono pescare?
la risposta è: Si!Anche se non siamo pescatori di professione. Ma ci sono delle regole ben precise.
La pesca dei ricci di mare è regolamentata dal Decreto Ministeriale del 12 gennaio1995.
Potete leggere il decreto a questo link
REGOLAMENTAZIONE PESCA DEI RICCI DI MARE
Le regole da seguire sono poche e ben precise.
1) NON si possono pescare ricci di mare nei mesi di maggio e giugno
2) Si può pescare in apnea e manualmente
3) La misura minima per ogni esemplare è di 7 cm di diametro, aculei compresi.
4) Il limite massimo di cattura è fissato in 50 esamplari al giorno.
Alcune regioni hanno elaborato delle regolamentazioni diverse. Un esempio è la Sardegna, ove i periodi consentiti per la pesca sono diversi rispetto a quelli del resto d'Italia, e visto che spesso le ordinanze delle capitanerie sono delle vere e proprie giungle nelle quali è complicato districarsi,vi consigliamo vivamente di rivolgervi direttamente alle capitanerie di porto competenti per la zona in cui decidete di andare a pesca di ricci.
Attraverso il link che troverete qui sotto potrete accedere ad un form in cui vi basterà inserire i dati di ricerca e avrete in pochi secondi tutti i recapiti telefonici e di posta elettronica dei vari comandi periferici ai quali potrete domandare lumi sulle regolamentazioni della zona e su eventuali zone interdette alla pesca, zone protette o altro.
COMANDI PERIFERICI GUARDIA COSTIERA
Non rispettare la normativa sulla pesca dei ricci comporta pene pecuniarie assai pesanti e, nel caso si stia usando un'attrezzatura non consentita (le bombole, ad esempio), il sequestro della stessa.
Chiudiamo questo articolo con una serie di link ad articoli che danno un'idea precisa di quanto questa specie sia messa sotto pressione da una pesca indiscriminata e fatta fuori da ogni regola.
PESCA ILLEGALE, SEQUESTRATI 2500 RICCI
SEQUESTRATI 460 KG DI RICCI DI MARE
PESCA ILLEGALE, SEQUESTRATI 9000 RICCI
SEQUESTRATI 6000 RICCI DI MARE

Foto da NaturaMediterraneo.com
No, non abbiamo deciso di trasformare Pesca&Pesca in un sito di cucina, piuttosto abbiamo pensato a questo articolo perchè l'echinoderma in questione è vittima di un bracconaggio selvaggio, sia a fini commerciali, sia da parte di molti pescatori
dilettanti che spesso non si rendono neppure conto di commettere un reato e soprattutto di compiere un gesto che danneggia l'ecosistema in cui si stanno immergendo.
Quindi la prima domanda che uno dovrebbe porsi è: i ricci di mare si possono pescare?
la risposta è: Si!Anche se non siamo pescatori di professione. Ma ci sono delle regole ben precise.
La pesca dei ricci di mare è regolamentata dal Decreto Ministeriale del 12 gennaio1995.
Potete leggere il decreto a questo link
REGOLAMENTAZIONE PESCA DEI RICCI DI MARE
Le regole da seguire sono poche e ben precise.
1) NON si possono pescare ricci di mare nei mesi di maggio e giugno
2) Si può pescare in apnea e manualmente
3) La misura minima per ogni esemplare è di 7 cm di diametro, aculei compresi.
4) Il limite massimo di cattura è fissato in 50 esamplari al giorno.
Alcune regioni hanno elaborato delle regolamentazioni diverse. Un esempio è la Sardegna, ove i periodi consentiti per la pesca sono diversi rispetto a quelli del resto d'Italia, e visto che spesso le ordinanze delle capitanerie sono delle vere e proprie giungle nelle quali è complicato districarsi,vi consigliamo vivamente di rivolgervi direttamente alle capitanerie di porto competenti per la zona in cui decidete di andare a pesca di ricci.
Attraverso il link che troverete qui sotto potrete accedere ad un form in cui vi basterà inserire i dati di ricerca e avrete in pochi secondi tutti i recapiti telefonici e di posta elettronica dei vari comandi periferici ai quali potrete domandare lumi sulle regolamentazioni della zona e su eventuali zone interdette alla pesca, zone protette o altro.
COMANDI PERIFERICI GUARDIA COSTIERA
Non rispettare la normativa sulla pesca dei ricci comporta pene pecuniarie assai pesanti e, nel caso si stia usando un'attrezzatura non consentita (le bombole, ad esempio), il sequestro della stessa.
Chiudiamo questo articolo con una serie di link ad articoli che danno un'idea precisa di quanto questa specie sia messa sotto pressione da una pesca indiscriminata e fatta fuori da ogni regola.
PESCA ILLEGALE, SEQUESTRATI 2500 RICCI
SEQUESTRATI 460 KG DI RICCI DI MARE
PESCA ILLEGALE, SEQUESTRATI 9000 RICCI
SEQUESTRATI 6000 RICCI DI MARE

Foto da NaturaMediterraneo.com
mercoledì 2 marzo 2011
Licenza gratuita in mare
Vi segnaliamo i link utili per ottenere il permesso gratuito di pesca in mare.
Per il momento non vogliamo addentrarci in considerazioni e supposizioni campate in aria, perchè allo stato attuale delle cose si tratta di un semplice censimento ( obbligatorio) in cui viene chiesto di comunicare alcuni dati personali e le pesche che facciamo.
Sarà il preludio di una licenza a pagamento? E nel caso a chi toccherà scucire il conquibus?
Al momento l'unica cosa che sappiamo è che entro il 1 maggio 2011 sarà obbligatorio avere con noi la certificazione di avvenuta comunicazione dei dati quando saremo a pesca in mare.
Ad ogni modo ecco il link al sito della Federazione dove si possono trovare delucidazioni e indicazioni su come comunicare le informazioni richieste.
CENSIMENTO PESCA IN MARE
Per il momento non vogliamo addentrarci in considerazioni e supposizioni campate in aria, perchè allo stato attuale delle cose si tratta di un semplice censimento ( obbligatorio) in cui viene chiesto di comunicare alcuni dati personali e le pesche che facciamo.
Sarà il preludio di una licenza a pagamento? E nel caso a chi toccherà scucire il conquibus?
Al momento l'unica cosa che sappiamo è che entro il 1 maggio 2011 sarà obbligatorio avere con noi la certificazione di avvenuta comunicazione dei dati quando saremo a pesca in mare.
Ad ogni modo ecco il link al sito della Federazione dove si possono trovare delucidazioni e indicazioni su come comunicare le informazioni richieste.
CENSIMENTO PESCA IN MARE
TUTTO PER LA PESCA IN MARE
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giovedì 24 febbraio 2011
A.R.E.A.L.I
L'associazione nasce da un gruppo di pescatori e da cittadini che più semplicemente amano e hanno a cuore gli ambienti lacustri e fluviali e le loro sponde, per l'esigenza della salvaguardia e tutela dei nostri laghi e fiumi e dei nostri diritti.
Questo è l'incipit dello statuto dell'associazione A.R.E.A.L.I (Associazione Rispetto Ecosistema Ambientale Località Ittiche), un'associazione nata poco meno di un anno fa, ma che a nostro avviso sta lavorando con criterio e nella direzione giusta per fare qualcosa di davvero concreto sul territorio in cui opera .
Considerato che né io, né soprattutto il mio amico Walter, ci siamo mai risparmiati critiche a certi tipi di associazionismo, pensiamo sia utile parlare anche di associazioni come questa, che tengono alla larga facili proclami e strane smanie di arrivismo, concentrandosi invece sul lavoro concreto...quello che si fa andando a pulire la sponda di un fiume o sviluppando un protocollo d'intesa coi Guardia Pesca in modo da potere avere pronta risposta nel caso si rilevino abusi di qualsiasi genere.
Visto che ai fondatori di questa associazione e a molti dei suoi soci mi lega una sincera stima, vorrei proprio lasciare spazio a loro, in modo che dalle loro parole possiate capire l'entusiasmo che queste persone mettono quotidianamente in questa impresa, e soprattutto la serietà con cui portano avanti il loro progetto.
Quindi qualche domanda per: Claudio, Alex, Anna, Francesca, Roberto, Michele, Emanuele, Massimo e Marco.
Nelle poche righe del vostro statuto che ho riportato all'inizio di questo articolo c'è una una parola che ritengo molto importante: cittadini, posta vicino a pescatori.
A vostro avviso, sul vostro territorio, c'è oggi un reale interessamento del cittadino non pescatore verso i temi ambientali? nello specifico per quel che riguarda gli ambienti acquatici
Anna: E' già da qualche anno che si registra una crescente sensibilità verso tematiche che convergono su ambiente e inquinamento da parte del comune cittadino e il tema acqua è spesso alla ribalta quando si parla di questi argomenti. Alcuni eventi (vedi Lambro per parlare di casa nostra) hanno sollevato nuovamente il problema mettendo in luce non solo il fattore inquinamento ma la distruzione di un ecosistema che coinvolge diverse forme di vita, tra cui la fauna ittica, che troppo spesso viene messa nel dimenticatoio da chi guarda la superficie dei fiumi e dei laghi senza pensare che sotto ci vive un popolo silenzioso. Di solito ci si commuove vedendo le immagini di un volatile agonizzante e intriso di petrolio, ci si indigna quando la spiaggia preferita viene resa non balneabile ma un pesce boccheggiante o una specie ittica in via di estinzione non riscuote lo stesso interesse dimenticando che quel mondo fa parte integrante della nostra vita e dell'equilibrio di un ecosistema da cui dipende il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno. Fa parte del cerchio della vita e se manca un segmento quel cerchio non si chiude. Concretizzando l'interesse c'è ma dalla massa viene visto in maniera superficiale e non approfondita in tutte le sue sfaccettature
Claudio: L'interessamento rispetto ai temi ambientali da parte del cittadino comune c'è ed è sicuramente aumentato negli ultimi anni, quello che si fa fatica a capire è se si tratta più di una moda ambientalista o veramente di persone che si preoccupano per il futuro del nostro ambiente. L'attenzione di tutti è rivolta sopratutto agli argomenti più evidenti e che più li toccano da vicino come ad esempio l'inquinamento sulle spiagge dove ad agosto si va in ferie, o del lago dove si va a passare la domenica d'estate o del corso d'acqua maleodorante che ci passa vicino casa. Ritengo sia normale dato che si tratta delle cose più evidenti e che toccano più da vicino le persone, sono però purtroppo pochi quelli che guardano anche sotto il tappetto, nel caso specifico dentro e sotto l'acqua e allo stesso modo dentro e sottoterra salvo poi indignarsi quando le falde acquifere dell'acquedotto del paese risultano inquinate. In buona sostanza la risposta è si, c'è interesse da parte del cittadino ma spesso poco approfondito.
Francesca: io parlo principalmente da cittadina poichè tale ero in fase di fondazione dell'associazione non essendo pescatrice e credo di poter essere la testimonianza che di fronte a certi scempi anche il cittadino normale si pone delle domande e ha il desiderio di poter fare qualcosa per aiutare la nostra acqua, la nostra terra e le sue creature.
Come dice Anna negli ultimi anni c'è stata una grande sensibilizzazione su temi ecologici (basti pensare alla raccolta differenziata, ai sacchetti di plastica che stanno per sparire ecc)
Spesso però, com'è normale che sia, l'attenzione del cittadino è rivolta a quello con cui ha a che fare quotidianamente (es strade, spazzatura, inquinamento da gas di scarico ecc ecc)
Quello che ho imparato frequentando un pescatore è il mondo che c'è dietro un corso d'acqua, spesso un cittadino lo guarda con occhi incantati e romantici senza pensare che magari vi scorrono dentro sostanze tossiche o che se non c'è nemmeno un pesce è perchè quell'acqua non è sana, o che magari alla domenica l'acqua è limpida perchè le ditte sono chiuse ma basta passare in settimana per vedere quell'acqua di tutt'altro colore.
E ho imparato anche che i pesci sono degli esseri fenomenali per come riescono ad adattarsi ad alcune circostanze e fare magari di una bottiglia di plastica un riparo, ma anche come sono interti di fronte alla chimica delle sostanze che si ritrovano riversate nella loro casa.
Per questo ritengo sia fondamentale una sensibilizzazione dei cittadini anche verso questo mondo sommerso, che non è fatto solo di tartarughe marine ma anche di comuni pesci di lago e di fiume che rischiano di sparire, è fatto di rive che si ritrovano a raccogliere rifiuti di ogni genere...e soprattutto far capire che i problemi non vengono portati via dallo scorrere dell'acqua, il danno una volta fatto è irreparabile e quella stessa acqua è quella che bagna i campi in cui vengono coltivate le verdure che mangiamo, è la stessa in cui facciamo il bagno...e in fondo è quella che berremo o con cui ci laveremo...
Come pensate di agire per fare in modo che le persone capiscano che la salute di un fiume o di un lago non è interesse solo di chi li vive attraverso la pesca, ma che questi posti sono patrimonio di tutti?
Anna: Facendo leva a livello mediatico con segnalazioni a giornali e siti web, nei progetti futuri anche con incontri e convegni sull'argomento per sensibilizzare, cercando di avvicinare le nuove generazioni con progetti dedicati ai bambini e adolescenti per far nascere quella cultura che li renda responsabili verso l'ambiente in cui vivono.
Claudio: Attraverso la divulgazione di concetti elementari verso tutti coloro che hanno voglia di ascoltare. Sarebbe sufficiente prendere coscienza che l'acqua è l'origine e l'elemento fondamentale della vita stessa e quindi mari, fiumi e laghi sono essi stessi culla della vita. Capito questo ci vuole poco a capire che se stanno male le acque stiamo male noi.
Emanuele: Servendoci dei mezzi di comunicazione, come i forum o social network, cerchiamo di sensibilizzare le persone sull’importanza che riveste il sistema acquatico e di quanto sia importante la sua conservazione. Prendere coscienza che la salute delle nostre acque influenza direttamente la salute di tutti i cittadini.
Sfogliando il vostro forum (AREALI), nella sezione riguardante le vostre attività sono presenti numerosi posts che raccontano di giornate dedicate alla pulizia e al recupero di aree importanti dal punto di vista ambientale, ma abbandonate al loro triste destino e all'incività di chi crede che il mondo sia la sua discarica. Quanto puntate su questo genere di iniziative? E soprattutto vorrei sapere se e quanto riuscite a fare breccia nell'interesse collettivo.
Claudio: Sono sicuramente una parte importante delle nostre attività anche se AREALI non è nata solo per fare raccolta di rifiuti abbandonati. Per riuscire a fare veramente breccia bisognerebbe riuscire a coinvolgere le persone in maniera attiva a queste pulizie ma è davvero difficile. Molto più facile ricevere i complimenti dopo che la cosa e la faticata è stata fatta.
Alex: già il fatto che chi normalmente non partecipa a queste iniziative vi si aggreghi è un ottima forma di sensibilizzazione,spesso gesti che vengono fatti senza che si pensi di creare un danno vengono ripesati dopo queste pulizie e comunque l'acqua è un bene di tutti a prescindere dalle attività svolte,o dal semplice piacere di una passeggiata o di sapere il fiume amato sano.
Francesca: Hanno partecipato anche amici non legati al mondo della pesca che non conoscono alcuni problemi ma quando ne vengono a contatto si rendono conto e infatti loro si sono proposti come volontari anche alle prossime pulizie...quindi far partecipare attivamente sicuramente aiuta i cittadini a consapevolizzarsi.
Emanuele: Questa attività riveste un ruolo importante, in quanto è un esempio concreto di come, attraverso un piccolo sforzo, possiamo fare qualcosa di importante per il nostro ambiente. Queste attività fungono anche da richiamo e propaganda per la gente comune, in quanto si sensibilizza la coscienza dei cittadini attraverso un comportamento più rispettoso della natura che ci circonda.
Trovate un appoggio nelle istituzioni presenti sul vostro territorio oppure no?
Claudio: Interfacciarsi con le istituzioni non è mai semplice, tanto per il privato cittadino quanto per un associazione come la nostra. I meccanismi sono complicati e senza un nome famoso e una storia dietro tutto diventa un po' più difficile. Ad ogni modo l'appoggio delle istituzioni alla fine lo si trova grazie ai soliti individui che ci mettono del loro per far funzionalre le cose in maniera più snella e semplice perchè se ci si dovesse attenere a tutta la trafila "ufficiale" passerebbero mesi solo per avere un incontro
Alex: oltre a cercare i vari contatti con le istituzioni ,contiamo di farci un nome con la gavetta nelle varie iniziative.
Restando in tema di collaborazioni. Sempre dal vostro forum date notizia di un accordo coi Guardia Pesca volontari della F.I.P.S.A.P. Attraverso questo accordo avete stabilito delle linee guida in modo che chi riscontra illeciti perpetrati a danno degli ambienti acquatici possa contattare celermente i GP.
Questo tipo di accordo ha permesso un migliore funzionamento della macchina dei controlli?
Claudio: Mi riallaccio alla domanda precedente e relativa risposta. In questo caso è stata proprio la disponibilità ed iniziativa di un guardiapesca che ci ha permesso di attivare questo "servizio". Ci saremmo sinceramente aspettati più partecipazione da parte dei singoli pescatori invece alla fine le segnalazioni che sono arrivate e che sono state inoltrate ai guardiapesca erano solo di componenti di Arelai. Siamo in provincia di Varese ma anche qui esiste l'omertà
Marco: Alcune segnalazioni che sono arrivate, per ora purtroppo solo da parte di componenti di AREALI, sono andate a buon fine e questo ci fa ben sperare per il futuro; se si riuscisse a coinvolgere un maggior numero di guardiapesca, e a sensibilizzare maggiormente i pescatori e anche i semplici cittadini sicuramente i controlli e le possibilità di intervento aumenterebbero notevolmente
Anna: C'è ancora molta reticenza da parte dei pescatori riguardo le segnalazioni, troppo spesso si sentono lamentele "bisogna fare... che scandalo.... che schifo....mancano i controlli " ma poi allo stato dei fatti è più semplice girarsi dall'altra parte e non farsi coinvolgere che mettersi in prima linea e lottare per per migliorare le cose di cui si parla e ci si scandalizza regolarmente!
Emanuele: Questo aspetto è molto importante quanto difficoltoso. Importante perché mettiamo a disposizione i contatti diretti dei Gp in modo da intervenire prontamente in caso di illeciti. L’idea è quella far capire al pescatore o al comune cittadino che lui stesso in prima persona può fare qualcosa di positivo per il controllo del nostro ambiente, attraverso un semplice gesto. Siamo solo all’inizio ed è normale riscontrare delle battute di arresto o un riscontro poco numeroso di segnalazioni. La strada almeno è stata tracciata non resta che percorrerla nella speranza che venga seguita da più gente possibile.
Se vi va sarebbe bello ci parlaste in modo più dettagliato di quanto fatto fino ad oggi, delle iniziative messe in campo e quelle cui avete partecipato.
Anna: Questa è la sintesi delle attività svolte. SI ACCEDE CLICCANDO QUI
Quali sono gli obiettivi pianificati per questo 2011?
Anna: Gli obbiettivi sono quelli dello statuto e tanta strada c'è ancora da fare, innanzi tutto bisogna migliorare il sistema di comunicazione con le Istituzioni Enti ecc.. e cercare di allargare il progetto di segnalazioni di illeciti ai Guardiapesca, intensificare i rapporti con altre Associazioni operanti sul territorio per poter elaborare progetti comuni e dedicati allo scopo, fare incontri divulgativi a tema, un occhio in particolare è rivolto al settore giovanile e per cominciare vogliamo organizzare visite guidate presso degli incubatoi, per lato materiale c'è in previsione l'acquisto di attrezzature idonee alla pulizia delle sponde. Sono tanti piccoli passi per poter crescere e farci conoscere.
Ringraziando gli amici di A.R.E.A.L.I per il tempo che ci hanno dedicato, vi invitiamo a visitare e ad iscrivervi al forum di discussione dell'associazione, dove potrete trovare ogni genere di informazione riguardante le attività svolte e quelle in programma e soprattutto nuovi amici coi quali discutere delle passioni che ci accomunano: l'ambiente e la pesca.
Potete accedere al forum cliccando QUI
Cliccando QUI potrete trovare i recapiti telefonici dell'associazione e l'indirizzo di posta elettronica.
Questo è l'incipit dello statuto dell'associazione A.R.E.A.L.I (Associazione Rispetto Ecosistema Ambientale Località Ittiche), un'associazione nata poco meno di un anno fa, ma che a nostro avviso sta lavorando con criterio e nella direzione giusta per fare qualcosa di davvero concreto sul territorio in cui opera .
Considerato che né io, né soprattutto il mio amico Walter, ci siamo mai risparmiati critiche a certi tipi di associazionismo, pensiamo sia utile parlare anche di associazioni come questa, che tengono alla larga facili proclami e strane smanie di arrivismo, concentrandosi invece sul lavoro concreto...quello che si fa andando a pulire la sponda di un fiume o sviluppando un protocollo d'intesa coi Guardia Pesca in modo da potere avere pronta risposta nel caso si rilevino abusi di qualsiasi genere.
Visto che ai fondatori di questa associazione e a molti dei suoi soci mi lega una sincera stima, vorrei proprio lasciare spazio a loro, in modo che dalle loro parole possiate capire l'entusiasmo che queste persone mettono quotidianamente in questa impresa, e soprattutto la serietà con cui portano avanti il loro progetto.
Quindi qualche domanda per: Claudio, Alex, Anna, Francesca, Roberto, Michele, Emanuele, Massimo e Marco.
Nelle poche righe del vostro statuto che ho riportato all'inizio di questo articolo c'è una una parola che ritengo molto importante: cittadini, posta vicino a pescatori.
A vostro avviso, sul vostro territorio, c'è oggi un reale interessamento del cittadino non pescatore verso i temi ambientali? nello specifico per quel che riguarda gli ambienti acquatici
Anna: E' già da qualche anno che si registra una crescente sensibilità verso tematiche che convergono su ambiente e inquinamento da parte del comune cittadino e il tema acqua è spesso alla ribalta quando si parla di questi argomenti. Alcuni eventi (vedi Lambro per parlare di casa nostra) hanno sollevato nuovamente il problema mettendo in luce non solo il fattore inquinamento ma la distruzione di un ecosistema che coinvolge diverse forme di vita, tra cui la fauna ittica, che troppo spesso viene messa nel dimenticatoio da chi guarda la superficie dei fiumi e dei laghi senza pensare che sotto ci vive un popolo silenzioso. Di solito ci si commuove vedendo le immagini di un volatile agonizzante e intriso di petrolio, ci si indigna quando la spiaggia preferita viene resa non balneabile ma un pesce boccheggiante o una specie ittica in via di estinzione non riscuote lo stesso interesse dimenticando che quel mondo fa parte integrante della nostra vita e dell'equilibrio di un ecosistema da cui dipende il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno. Fa parte del cerchio della vita e se manca un segmento quel cerchio non si chiude. Concretizzando l'interesse c'è ma dalla massa viene visto in maniera superficiale e non approfondita in tutte le sue sfaccettature
Claudio: L'interessamento rispetto ai temi ambientali da parte del cittadino comune c'è ed è sicuramente aumentato negli ultimi anni, quello che si fa fatica a capire è se si tratta più di una moda ambientalista o veramente di persone che si preoccupano per il futuro del nostro ambiente. L'attenzione di tutti è rivolta sopratutto agli argomenti più evidenti e che più li toccano da vicino come ad esempio l'inquinamento sulle spiagge dove ad agosto si va in ferie, o del lago dove si va a passare la domenica d'estate o del corso d'acqua maleodorante che ci passa vicino casa. Ritengo sia normale dato che si tratta delle cose più evidenti e che toccano più da vicino le persone, sono però purtroppo pochi quelli che guardano anche sotto il tappetto, nel caso specifico dentro e sotto l'acqua e allo stesso modo dentro e sottoterra salvo poi indignarsi quando le falde acquifere dell'acquedotto del paese risultano inquinate. In buona sostanza la risposta è si, c'è interesse da parte del cittadino ma spesso poco approfondito.
Francesca: io parlo principalmente da cittadina poichè tale ero in fase di fondazione dell'associazione non essendo pescatrice e credo di poter essere la testimonianza che di fronte a certi scempi anche il cittadino normale si pone delle domande e ha il desiderio di poter fare qualcosa per aiutare la nostra acqua, la nostra terra e le sue creature.
Come dice Anna negli ultimi anni c'è stata una grande sensibilizzazione su temi ecologici (basti pensare alla raccolta differenziata, ai sacchetti di plastica che stanno per sparire ecc)
Spesso però, com'è normale che sia, l'attenzione del cittadino è rivolta a quello con cui ha a che fare quotidianamente (es strade, spazzatura, inquinamento da gas di scarico ecc ecc)
Quello che ho imparato frequentando un pescatore è il mondo che c'è dietro un corso d'acqua, spesso un cittadino lo guarda con occhi incantati e romantici senza pensare che magari vi scorrono dentro sostanze tossiche o che se non c'è nemmeno un pesce è perchè quell'acqua non è sana, o che magari alla domenica l'acqua è limpida perchè le ditte sono chiuse ma basta passare in settimana per vedere quell'acqua di tutt'altro colore.
E ho imparato anche che i pesci sono degli esseri fenomenali per come riescono ad adattarsi ad alcune circostanze e fare magari di una bottiglia di plastica un riparo, ma anche come sono interti di fronte alla chimica delle sostanze che si ritrovano riversate nella loro casa.
Per questo ritengo sia fondamentale una sensibilizzazione dei cittadini anche verso questo mondo sommerso, che non è fatto solo di tartarughe marine ma anche di comuni pesci di lago e di fiume che rischiano di sparire, è fatto di rive che si ritrovano a raccogliere rifiuti di ogni genere...e soprattutto far capire che i problemi non vengono portati via dallo scorrere dell'acqua, il danno una volta fatto è irreparabile e quella stessa acqua è quella che bagna i campi in cui vengono coltivate le verdure che mangiamo, è la stessa in cui facciamo il bagno...e in fondo è quella che berremo o con cui ci laveremo...
Come pensate di agire per fare in modo che le persone capiscano che la salute di un fiume o di un lago non è interesse solo di chi li vive attraverso la pesca, ma che questi posti sono patrimonio di tutti?
Anna: Facendo leva a livello mediatico con segnalazioni a giornali e siti web, nei progetti futuri anche con incontri e convegni sull'argomento per sensibilizzare, cercando di avvicinare le nuove generazioni con progetti dedicati ai bambini e adolescenti per far nascere quella cultura che li renda responsabili verso l'ambiente in cui vivono.
Claudio: Attraverso la divulgazione di concetti elementari verso tutti coloro che hanno voglia di ascoltare. Sarebbe sufficiente prendere coscienza che l'acqua è l'origine e l'elemento fondamentale della vita stessa e quindi mari, fiumi e laghi sono essi stessi culla della vita. Capito questo ci vuole poco a capire che se stanno male le acque stiamo male noi.
Emanuele: Servendoci dei mezzi di comunicazione, come i forum o social network, cerchiamo di sensibilizzare le persone sull’importanza che riveste il sistema acquatico e di quanto sia importante la sua conservazione. Prendere coscienza che la salute delle nostre acque influenza direttamente la salute di tutti i cittadini.
Sfogliando il vostro forum (AREALI), nella sezione riguardante le vostre attività sono presenti numerosi posts che raccontano di giornate dedicate alla pulizia e al recupero di aree importanti dal punto di vista ambientale, ma abbandonate al loro triste destino e all'incività di chi crede che il mondo sia la sua discarica. Quanto puntate su questo genere di iniziative? E soprattutto vorrei sapere se e quanto riuscite a fare breccia nell'interesse collettivo.
Claudio: Sono sicuramente una parte importante delle nostre attività anche se AREALI non è nata solo per fare raccolta di rifiuti abbandonati. Per riuscire a fare veramente breccia bisognerebbe riuscire a coinvolgere le persone in maniera attiva a queste pulizie ma è davvero difficile. Molto più facile ricevere i complimenti dopo che la cosa e la faticata è stata fatta.
Alex: già il fatto che chi normalmente non partecipa a queste iniziative vi si aggreghi è un ottima forma di sensibilizzazione,spesso gesti che vengono fatti senza che si pensi di creare un danno vengono ripesati dopo queste pulizie e comunque l'acqua è un bene di tutti a prescindere dalle attività svolte,o dal semplice piacere di una passeggiata o di sapere il fiume amato sano.
Francesca: Hanno partecipato anche amici non legati al mondo della pesca che non conoscono alcuni problemi ma quando ne vengono a contatto si rendono conto e infatti loro si sono proposti come volontari anche alle prossime pulizie...quindi far partecipare attivamente sicuramente aiuta i cittadini a consapevolizzarsi.
Emanuele: Questa attività riveste un ruolo importante, in quanto è un esempio concreto di come, attraverso un piccolo sforzo, possiamo fare qualcosa di importante per il nostro ambiente. Queste attività fungono anche da richiamo e propaganda per la gente comune, in quanto si sensibilizza la coscienza dei cittadini attraverso un comportamento più rispettoso della natura che ci circonda.
Trovate un appoggio nelle istituzioni presenti sul vostro territorio oppure no?
Claudio: Interfacciarsi con le istituzioni non è mai semplice, tanto per il privato cittadino quanto per un associazione come la nostra. I meccanismi sono complicati e senza un nome famoso e una storia dietro tutto diventa un po' più difficile. Ad ogni modo l'appoggio delle istituzioni alla fine lo si trova grazie ai soliti individui che ci mettono del loro per far funzionalre le cose in maniera più snella e semplice perchè se ci si dovesse attenere a tutta la trafila "ufficiale" passerebbero mesi solo per avere un incontro
Alex: oltre a cercare i vari contatti con le istituzioni ,contiamo di farci un nome con la gavetta nelle varie iniziative.
Restando in tema di collaborazioni. Sempre dal vostro forum date notizia di un accordo coi Guardia Pesca volontari della F.I.P.S.A.P. Attraverso questo accordo avete stabilito delle linee guida in modo che chi riscontra illeciti perpetrati a danno degli ambienti acquatici possa contattare celermente i GP.
Questo tipo di accordo ha permesso un migliore funzionamento della macchina dei controlli?
Claudio: Mi riallaccio alla domanda precedente e relativa risposta. In questo caso è stata proprio la disponibilità ed iniziativa di un guardiapesca che ci ha permesso di attivare questo "servizio". Ci saremmo sinceramente aspettati più partecipazione da parte dei singoli pescatori invece alla fine le segnalazioni che sono arrivate e che sono state inoltrate ai guardiapesca erano solo di componenti di Arelai. Siamo in provincia di Varese ma anche qui esiste l'omertà
Marco: Alcune segnalazioni che sono arrivate, per ora purtroppo solo da parte di componenti di AREALI, sono andate a buon fine e questo ci fa ben sperare per il futuro; se si riuscisse a coinvolgere un maggior numero di guardiapesca, e a sensibilizzare maggiormente i pescatori e anche i semplici cittadini sicuramente i controlli e le possibilità di intervento aumenterebbero notevolmente
Anna: C'è ancora molta reticenza da parte dei pescatori riguardo le segnalazioni, troppo spesso si sentono lamentele "bisogna fare... che scandalo.... che schifo....mancano i controlli " ma poi allo stato dei fatti è più semplice girarsi dall'altra parte e non farsi coinvolgere che mettersi in prima linea e lottare per per migliorare le cose di cui si parla e ci si scandalizza regolarmente!
Emanuele: Questo aspetto è molto importante quanto difficoltoso. Importante perché mettiamo a disposizione i contatti diretti dei Gp in modo da intervenire prontamente in caso di illeciti. L’idea è quella far capire al pescatore o al comune cittadino che lui stesso in prima persona può fare qualcosa di positivo per il controllo del nostro ambiente, attraverso un semplice gesto. Siamo solo all’inizio ed è normale riscontrare delle battute di arresto o un riscontro poco numeroso di segnalazioni. La strada almeno è stata tracciata non resta che percorrerla nella speranza che venga seguita da più gente possibile.
Se vi va sarebbe bello ci parlaste in modo più dettagliato di quanto fatto fino ad oggi, delle iniziative messe in campo e quelle cui avete partecipato.
Anna: Questa è la sintesi delle attività svolte. SI ACCEDE CLICCANDO QUI
Quali sono gli obiettivi pianificati per questo 2011?
Anna: Gli obbiettivi sono quelli dello statuto e tanta strada c'è ancora da fare, innanzi tutto bisogna migliorare il sistema di comunicazione con le Istituzioni Enti ecc.. e cercare di allargare il progetto di segnalazioni di illeciti ai Guardiapesca, intensificare i rapporti con altre Associazioni operanti sul territorio per poter elaborare progetti comuni e dedicati allo scopo, fare incontri divulgativi a tema, un occhio in particolare è rivolto al settore giovanile e per cominciare vogliamo organizzare visite guidate presso degli incubatoi, per lato materiale c'è in previsione l'acquisto di attrezzature idonee alla pulizia delle sponde. Sono tanti piccoli passi per poter crescere e farci conoscere.
Ringraziando gli amici di A.R.E.A.L.I per il tempo che ci hanno dedicato, vi invitiamo a visitare e ad iscrivervi al forum di discussione dell'associazione, dove potrete trovare ogni genere di informazione riguardante le attività svolte e quelle in programma e soprattutto nuovi amici coi quali discutere delle passioni che ci accomunano: l'ambiente e la pesca.
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lunedì 16 agosto 2010
Cosa non va?
La si potrebbe concludere in una parola: “TUTTO” e lo scritto sarebbe bello finito!!! Ma di certo non si potrebbe definire lo scritto una lettera ed eccomi quindi impegnato a cercare di analizzare i problemi della PESCA in acque interne; Non è semplice trovare un punto di inizio.
Senz’altro la questione è sviluppabile dal punto di vista ecologico ma mi troverei in un campo troppo vasto, complesso e dove dare risoluzioni ipotetiche comprenderebbe analizzare l’intera vita sociale del pianeta od almeno quella italiana. Certo una maggiore attenzione delle istituzioni verso i nostri corsi d’acqua sarebbe molto auspicabile; Vi sono problemi grossi da risolvere come inquinamenti, mancanza di scale di monta, prelievi idrici indiscriminati che possono essere di difficile risoluzione ma altri come la pulizia dei greti dei torrenti da immondizia di ogni genere compreso i residui di lavori in alveo o recuperi di pesce in canali in stato di asciutta credo siano di facile risoluzione tecnica.
Non possono sempre pensarci club od associazioni di volontari a queste cose…Quando le fanno…..
Non si può far ricompensare la perdita di esemplari di valore e pregio persi per una asciutta totale con 250 trote come avviene in qualche caso. E questo se tutto và bene..
Abbiamo in Italia una legge nazionale di pesca che dire vetusta è anche poco (1931) che in pratica non esiste in quanto sono poi le leggi regionali a determinare i regolamenti principali. Credo sia facilmente intuibile per tutti che all ‘epoca della stesura la circolazione dei pescatori fosse molto molto minore che attualmente e che quindi tali leggi e regolamenti diversi non influissero più di tanto .


Da oramai decenni anche chi pratica la “passionaccia” è solito fare decine se non centinaia di km per esercitarla ed avere centinaia e di disposizioni diverse da sapere diventa una impresa da studente universitario più che da pescatore. Certo vedere che una regione come la Lombardia, non più tardi di 2 anni fa, fa anche Lei una legge regionale quadro dove delega alle province i regolamenti fa cadere le braccia…Mi sono molto stupito che sia stata fatta passare una legge simile senza nessuna opposizione almeno a me nota da parte delle associazioni di pescatori dilettanti!!!
La FIPSAS la deve smettere di dichiararsi come la rappresentante dei pescatori e poi lasciar passare senza fiatare cose come questa che innegabilmente ha portato scompiglio nei pescatori lombardi e loro confinanti specialmente !!! Abbisogna una aria nuova nella Federazione e che essa riveda completamente i quadri dirigenziali e anche la filosofia della stessa. Le gare ci possono anche stare ma si deve guardare con la stessa intensità anche ai “normali” pescatori a cui i carassi e le trote pollo interessano ben poco…
Ma tornando a livello italiano, c'è bisogno di una legge che uniformi molti regolamenti anche in una maniera più consona alla figura attuale del pescatore che non va più a pesca per mangiare il pesce ma per hobbysmo. Non chiedo certo di istituire il No Kill assoluto ma di alzare le misure minime di alcune specie e di diminuire il numero di capi consentiti delle stesse. E’ irrazionale, ad esempio, che in Piemonte nelle acque libere si possano trattenere ancora di 8 trote e che non si ci accorga della rarefazione del cavedano e non lo si protegga. E’ letteralmente ASSURDO che nello stesso tratto di fiume vi siano 2 regolamenti diversi cioè 1 per ciascuna sponda come ad esempio accade in molte zone del Ticino che fanno da confine fra il Piemonte e la Lombardia.
E’ assolutamente necessario che venga istituito un esame di pesca per avere la licenza o semplicemente l’obbligo a piccoli corsi istruttivi; Magari non difficilissimo, ma è doveroso che chi maneggia un essere vivente sappia almeno riconoscerlo; E la cosa non è ovvia come può sembrare! Ho visto molte volte scambiare carassi per carpe o viceversa oppure classificare Black bass per persici sole o reali. D’altronde con l’arrivo di tante nuove specie alloctone siamo attorno alle 80 qualità diverse di pesci di cui alcune si incrociano fra loro come la carpa e il carassio oppure il gardon ed il pigo. Mi rendo benissimo conto che questo è un discorso che sarà osteggiato da quasi tutte le categorie del mondo della pesca dato che inevitabilmente porterà ad una diminuzione ulteriore dei praticanti ma ritengo sia una cosa che va detta e sostenuta ad alta voce. Molti paesi confinanti non si fanno scrupoli certo ad avere meno pescatori ma egual se non anche maggiori introiti oltre ad una miglior prospettiva per il futuro nel campo. Insomma i “confinanti” sono per la qualità ed in Italia per la quantità con tutti gli annessi e connessi . In lunghi periodi quale rende di più? Qua il discorso si fa anche commerciale parecchio e non ho assolutamente voglia di tirarmi addosso le ire di gente ben più danarosa di me e quindi concludo questa considerazione. Sarebbe ora che si istituisca nelle scuole elementari e medie delle ore dedicate all’ istruzione ambientale perché è anche frutto della popolazione se si vedono acque e le loro rive colme di ogni “schifezza”. Questa sarebbe una ragione seria per cui dovrebbero battersi gli ambientalisti & soci invece di contrastare l’abbattimento degli uccelli ittiofagi alloctoni.

Vi è da aggiungere ancora che è deleterio che esitano club prettamente a vocazione tecnica come per lo Spinning, La pesca a mosca ed il Carp fishing. E’ solo una perdita di potere della pesca verso le amministrazioni. E’ auspicabile una loro unione o una loro collaborazione per tutti i grossi problemi comuni quantomeno. Dopo ma dopo che si saranno risolti questi si potrà anche discutere/litigare ma non prima. Non si può litigare se è meglio lo spinning o la pesca a mosca dove i prelievi idrici hanno asciugato un tratto di fiume. Tanto la manco con le bombe nessuno prenderà nulla…
Abbiamo in Italia 5 club di questi di cui uno innominabile per la pesca e la difesa del siluro…..Non si fan scrupoli nel loro sito ad indicare come si innesca un pesce vivo per prendere un siluro ma poi fanno can can contro le leggi che prevedono la loro NON reimissione ben spalleggiati da celebri testimonial di ditte per la pesca “pesante”.
Il CFI è oramai decenni che esiste e in parvenza appare molto più ecologista ma ha ottenuto solo qualche misera concezione alla pesca notturna e solo per loro.
Lo SCI ha attualmente al suo interno qualche volenteroso personaggi, qualcosina combina ma il tutto è risibile anche se bisogna plaudire alla volontà dell’ attuale gestione (2010).
L’ UNPeM cioè i pescatori sono gli unici che han capito che bisogna combattere all’ interno delle consulte, hanno influenza in quanto il reddito medio dei loro soci è elevato e la cultura di base al di sopra della media dei pescatori. Restano troppo vincolati al No Kill e annessi.
LBFI cioè i ledgerman il cui primo consiglio direttivo è nato con una prima elezione assurda fatta via email indirizzata al fondatore del club (come se quando si vota il presidente del seggio fosse un candidato……….) hanno trovato un nuovo presidente volenteroso ma per il resto è meglio stendere un velo pietoso.
Resta il fatto che fra tutti non superano manco le 5000 unità e nelle riviste e via Web sembra che siano loro i portatori del nuovo verbo (ad ognuno il suo ovviamente) ed andare nei loro forum e dire il contrario di quello che pensano si viene cacciati. Delle sette segrete verrebbe da pensare…
Nelle consulta di pesca poi vi sono delle figure di cui non si capisce lo scopo e cito quelli della legge piemontese: Cosa ci fa:
-un rappresentante designato dall'Associazione piscicoltori italiani? Pensino a produrre i pesci e basta.
-tre rappresentanti dei comuni piemontesi. Cosa c’entrano i comuni colla pesca?
-un rappresentante delle comunità montane. Idem come sopra
E quelli delle associazioni di pesca siam proprio sicuri che agiscano per il bene dell’ intera comunità piscatoria piemontese o tirino solo acqua al loro mulino? Cioè le assoc. Di zone montane tirino per favorire le trote e quelle di zone di pianura per carpe ecc ecc
Forse forse le leggi dovrebbero essere prima ben bene visionate da uno staff di ittiologi e poi passate ai legislatori con poche interferenze altrui….
Alla prossima

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